Fortuni: per Cig in deroga, i soldi ci sono ma le procedure vanno lente

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Dopo le polemiche degli ultimi giorni abbiamo intervistato Giulio Fortuni, il segretario della Cisl del Veneto che segue le problematiche degli ammortizzatori sociali.

A che punto siamo con la Cigs in deroga in Veneto?

Nella riunione della Commissione regionale di concertazione, a cui partecipano tutte le parti sociali oltre che la stessa Regione Veneto, dello scorso 4 novembre si è fatto il punto della situazione, aggiornando il tema, con il consenso unanime, al prossimo 19 novembre per stabilire le regole della Cig in deroga per il prossimo anno.
Nell'occasione è stato fatto il punto delle domande presentate: da maggio a fine ottobre sono state presentate circa 8.000 domande, di cui una parte, intorno al 20%, dalla stessa azienda per proseguire nel ricorso alla Cig. L'importo complessivo delle domande elaborate è stato stimato dalla Regione in circa 200 milioni di euro (stima in eccesso).

Nel pagamento delle integrazioni salariali ai lavoratori si riscontrano dei ritardi. A che cosa sono dovuti? Ci sono le risorse per pagare tutti?

La procedura prevede che le domande di Cig in deroga vengano prima, ed in via preventiva, verificate ed autorizzate dal Dipartimento Lavoro della Regione, e successivamente, pagate dall'Inps sulla base del consumo effettivo (in ore) della singola azienda.
A questo proposito le rendicontazioni Inps hanno confermato che, rispetto alla quantità di ore richieste ed autorizzate, solo poco più del 50% viene poi effettivamente utilizzato dalle aziende interessate (questo aspetto viene definito come "il tiraggio della Cig") e conseguentemente, anche gli effettivi costi delle integrazioni salariali si riducono in proporzione.
E' quindi realistico ipotizzare che tutte le richieste che sono pervenute ad ottobre possano essere soddisfatte con le risorse potenziali a disposizione della Regione Veneto e che ammontano a 200 milioni di euro (economie comprese).
Il gran numero di domande ha però rallentato molto la seconda parte della procedura prevista per la Cig in deroga: la rendicontazione delle ore effettivamente utilizzate e quindi dei costi effettivi sostenuti.
Ciò comporta che le risorse assegnate ma non usate (ripetiamo, poco meno del 50%) rimangono bloccate e non possono essere rimesse in ciclo.
La Regione, a fine ottobre, ha dovuto così sospendere la firma di nuovi decreti autorizzativi di pagamento non avendo più, sulla carta, le coperture finanziarie necessarie.

Insomma i soldi ci sono ma bisogna aspettare per spenderli...

Di fronte a questo paradosso, per cui i soldi ci sono ma le lungaggini procedurali li tengono bloccati, l'Assessore regionale Donazzan, con il pieno accordo di tutte le Parti Sociali, ha richiesto al Governo un ulteriore stanziamento per gli ammortizzatori sociali in deroga per 100 milioni di euro.
Nel frattempo le aziende possono fare domanda di pagamento "diretto anticipato" all'Inps che, anche senza l'autorizzazione della Regione, è tenuta pagare ai lavoratori sospesi.
E' quindi probabile che, a fine anno, dopo aver acquisito anche l'ultima richiesta di fondi inviata al Ministero, ci sarà un avanzo di cassa (nel 2008 si era scatenata una polemica perché, per gli stessi motivi, sembrava mancassero 14 milioni di euro mentre alla fine ne avanzarono ben 23). Tale presumibile avanzo sarà utilissimo per affrontare i primi mesi del 2010.

Quanti lavoratori non hanno perso il posto di lavoro grazie a questo ammortizzatore?
Ad oggi possiamo stimarli tra i 35 ed i 40 mila. Facendo anche presente che per una parte di questi non avrebbero beneficiato nemmeno della indennità di disoccupazione o della indennità di mobilità. E' un problema che è rimasto aperto e che va risolto.

Sulle polemiche sollevate in materia dalla Cgil in Veneto?
Ricordo solo che la Cig in deroga è prevista dalla legge 2/2009, una legge che è nata da un accordo nazionale che la Cgil non ha firmato.

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