Fondazione Moressa: il precariato non regge la crisi

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Si è svolto ieri in convegno, promosso dalla Fondazione Leone Moressa, su "Il lavoro precario al tempo della crisi" a cui hanno partecipato tra gli altri Franca Porto, segretaria regionale Cisl Veneto e l'Assessore alle politiche economiche del Veneto Vendemiano Sartor.
La discussione ha preso le mosse dalla presentazione, curata dalla dott.ssa Valeria Benvenuti, di una ricerca curata dalla Fondazione che ha così fotografato il cosiddetto lavoro precario nel Veneto: i lavoratori precari ammontano a quasi 300mila unità e rappresentano il 12,6% del totale dell'occupazione. Si suddividono tra il 91,8% di occupati e il rimanente 8,2% di disoccupati.
Tra gli occupati, 185 mila soggetti hanno un contratto di dipendenza a tempo determinato involontario, mentre i part time involontari ammontano a 73 mila individui. I collaboratori e le partite
Iva, che mostrano in contemporanea i tre vincoli di subordinazione, sono complessivamente quasi
14 mila lavoratori.
Per quanto riguarda invece i livelli di disoccupazione, il rapporto della Fondazione evidenzia come il 31,1% della forza lavoro non occupata sia rappresentata proprio da ex lavoratori precari che sono attualmente disoccupati perché è scaduto il contratto di lavoro.
Nella discussione conseguente Franca Porto ha espresso l'opinione della Cisl in materia così riassumibile: il lavoro flessibile è una cosa positiva nel momento in cui risponde alle esigenze della persona che lo svolge (oltre che a quelle dell'azienda) ma diventa negativo se si trasforma in precarietà. Per impedire questa mutazione, oltre ad una diversa normativa sul lavoro flessibile che ne elimini i minori costi per le aziende (semmai dovrebbe costare di più del lavoro ordinario), serve un nuovo sistema di protezione sociale per i lavoratori e per i lavori: la cosiddetta flessicurezza. Una riforma di cui la crisi in corso conferma le necessità ed ne evidenzia l'urgenza.
La Fondazione Leone Moressa si è costituita nel 2002 per volontà della CGIA di Mestre e porta il nome di uno dei fondatori della associazione, che fu anche partigiano e successivamente impegnato con incarichi pubblici nel Comune di Venezia. Direttore Scientifico è il prof Stefano Solari dell'Università di Padova.
documentazione

Sintesi del rapporto Atipicità e precarietà del lavoro in Veneto

Testo integrale del rapportoAtipicità e precarietà del lavoro in Veneto

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