Filippi (Siulp): sul CIE restano le perplessità
l cambio di sede del CIE (Centro Identificazione ed Espulsione) per il Veneto, da Verona, al Polesine, non elimina le perplessità del Siulp.
"Sin dalle prime avvisaglie dell'ipotetica realizzazione di un CIE nel Veneto- spiega Silvano Filippi, segretario regionale del sindacato di polizia- abbiamo esposto una serie di perplessità rispetto alle quali ad oggi né sono state mosse eccezioni, né sono state date risposte. La scelta di farlo in un comprensorio militare dismesso nel Polesine, non cambia le cose più di tanto".
Tra le "criticità" che Filippi definisce "non certo marginali" c'è ne è una è destinata ad assumere un rilievo determinante e riguarda gli agenti di vigilanza. Sottolinea che si prevede che in questo CIE saranno "ospitate" fino a circa 300 persone in attesa di espulsione. Ma quanti dovranno essere gli addetti alla vigilanza, né dove si pensa poi di andarli a prendere, nessuno lo ha ancora detto.
Il Siulp stima che ne occorreranno non meno di 300, facendo un parallelo con le analoghe strutture penitenziarie nelle quali in media c'è un addetto alla sorveglianza per ogni vigilato anche se non manca di sottolineare che non si può proprio omologare un CIE ad un carcere. "La ragione è molto semplice- prosegue Filippi- a differenza delle strutture penitenziarie un CIE è privo di tutte quelle misure di sicurezza passive che impediscono ai detenuti di entrare in contatto tra loro e di fare massa critica. È questa la ragione per la quale, come attesta la cronaca quotidiana, le rivolte nei CIE sono all'ordine del giorno. Come pure i bollettini medici che danno conto di decine di uomini delle forze di Polizia feriti negli scontri".
La preoccupazione maggiore del sindacato di polizia vicino alla Cisl è quindi quello della sicurezza del personale che dovrà occuparsi della vigilanza, un fatto che non sembra preoccupare più di tanto Ministero e Ministro. "Se, infatti, si prevede che per effetto dei tagli alle spese di bilancio nei prossimi anni ci sarà una drastica riduzione degli organici delle Forze di Polizia, e se non si sono previsti nuovi arruolamenti per queste specifiche necessità, come diavolo sarà possibile individuare i trecento uomini, che per quanto si è detto sono probabilmente anche meno di quelli che sarebbero di per sé necessari, da destinare alla vigilanza del CIE?"
Una risposta ipotetica è che questo personale venga recuperato distogliendolo dai comandi territoriali delle forze di polizia, con conseguenze prevedibili sul piano della sicurezza.
In breve di corre il rischio di spendere tanto (per sistemare il luogo e poi per far funzionare il Centro), di ridurre la presenza della polizia nel territorio e alla fine di avere ben pochi risultati (non si sa ancora con precisione quanti immigrati vengano effettivamente rimpatriati e non semplicemente espulsi sulla carta):
In conclusione " fino a quando non verranno date concrete rassicurazioni rispetto alle perplessità che da mesi manifestiamo come Siulp, ritengo di dover esprimere la mia più ferma contrarietà alla realizzazione di questo progetto che, contrariamente alle entusiastiche dichiarazioni di taluno, rischia per quanto detto di demolire le già di loro fiacche fondamenta del sistema regionale della sicurezza".