Filca Cisl: un immobile confiscato alla mafia in Veneto a padre Garau

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La mafia si combatte soprattutto al Nord, perché è nel ricco Lombardo-Veneto che le cosche riciclano i loro capitali, infiltrandosi nel tessuto economico con la complicità della crisi che rende le aziende assetate di liquidità.

E la Filca-Cisl, sabato 11 settembre, ha compiuto un ulteriore passo avanti nella lotta al contrasto delle infiltrazioni mafiose nel settore edile, uno dei più a rischio, aderendo al progetto "San Francesco antimafia", assieme ai colleghi lombardi.

L'annuncio è stato dato a Cerea, in provincia di Verona, dove quest'anno si è tenuta la Festa del Socio Filca del Veneto 2010, durante la tavola rotonda "La libertà è il capitale del Veneto. Un dialogo sulla sostenibilità sociale", con relatori, tra gli altri, il vescovo Giuseppe Zenti e padre Antonio Garau, sacerdote in prima linea contro la mafia nei quartieri più a rischio di Palermo.

«Il nostro cammino verso la piena legalità - ha affermato il segretario generale della Filca Salvatore Federico, in apertura del dibattito - prosegue aderendo al progetto "San Francesco", il programma antimafia della Filca-Cisl, con il quale chiediamo anche la riforma della legge sugli appalti pubblici, l'iscrizione nei reati penali della pratica del caporalato e l'istituzione delle aggravanti mafiose per il voto di scambio».

Il progetto "San Francesco antimafia" è dedicato a Nino Caponnetto, l'attuatore del pool antimafia a Palermo, e si ispira al lavoro di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Giorgio Ambrosoli e nel nome porta la Regola francescana: umiltà, fraternità e solidarietà cristiane. Il responsabile politico del progetto è Battista Villa, segretario regionale della Filca-Cisl della Lombardia, il responsabile tecnico è il sociologo delle organizzazioni criminali Alessandro De Lisi.

Padre Antonio Garau, presidente dell'associazione Jus Vitae che gestisce beni confiscati alle cosche, ha dato una testimonianza toccante del suo lavoro con i "bambini della mafia" quelli che giocano per strada, quelli a cui la «la mafia ha tolto il diritto di essere bambini, la libertà di sognare, obbligandoli a lavorare». Ha quindi lanciato un appello ai veneti: «La Sicilia non cresce senza il Veneto come il Veneto non cresce senza la Sicilia. Contro la mafia voi veneti potete fare anche molto più di noi. Collaborate al progetto "San Francesco", perché se esso entra nella nostra cultura, sicuramente daremo una svolta alla storia dell'Italia. Mi auguro che oltre la Cisl aderisca ad esso anche la Conferenza Episcopale Italiana».

E Salvatore Federico ha lanciato la proposta che uno dei beni confiscati alla mafia in Veneto, sono 78, di cui 22 nella sola provincia scaligera, venga dato in gestione all'associazione di padre Garau. La Filca-Cisl del Veneto, con i colleghi lombardi, il Siulp e la Fiba-Cisl, nell'ambito del progetto San Francesco, già sostiene la casa della legalità a Cermenate, in provincia di Como, dove all'interno di un immobile confiscato alla 'ndrangheta verrà prossimamente inaugurato un centro di alta formazione contro la mafia, gestito appunto da padre Garau.

Francesca Nicastro