Faral di Orgiano (Vi): cinquanta dipendenti appesi al filo

Faral di Orgiano (Vi): cinquanta dipendenti appesi al filo

Trattative serrate per il sito di Orgiano della Faral S.p.A, azienda metalmeccanica che nel Comune  Vicentino occupa cinquanta dipendenti e che produce termosifoni in alluminio. Da un mese l'azienda si trova in una situazione di forte crisi economica, e per i lavoratori le speranze di mantenere un posto di lavoro sono appese a un filo. Il loro futuro dipenderà anche dall'incontro tra sindacati e azienda che si svolgerà lunedì 21 novembre a Campogalliano (Modena) dove si trova la sede legale del gruppo, 160 dipendenti totali, Orgiano compreso.

“Da un mese la Faral si trova in una situazione di forte crisi economica, con un consistente buco di bilancio – spiega Giuseppe Rosa della Fim Cisl – Il motivo principale è la cattiva gestione della Bavarìa, finanziaria tedesca proprietaria del gruppo, e dell'ex amministrazione che aveva nascosto l'entità del buco di bilancio”.

La gravità della situazione si è subito resa tangibile nel corso dell'ultimo mese: “L'azienda sta avendo grossi problemi con i fornitori di materie prime e di servizi – continua Rosa –, si rifiutano perfino di fornire l'ossigeno necessario a tenere acceso uno dei forni”.

Appena venuta alla luce la situazione è iniziata una trattativa serrata tra sindacati e azienda, che ha incaricato un pool di tecnici, tra cui un nuovo amministratore delegato, di aprire un tavolo di emergenza con i rappresentanti del lavoratori.

“Il nostro obiettivo nella trattativa è di trovare un nuovo compratore che garantisca una migliore risposta sociale alla crisi dell'azienda”, afferma Rosa.

Lo scorso venerdì 11 novembre l'azienda ha comunicato che un'importante realtà bolognese sarebbe intenzionata ad acquisire parte del gruppo Faral, ma la trattativa riguarderebbe solo una cinquantina di dipendenti di Campogalliano, che occupa un centinaio di dipendenti, mentre il sito di Orgiano ne sarebbe completamente escluso.

“Dopo aver ricevuto la notizia – commenta Rosa – abbiamo proclamato con i lavoratori un'assemblea permanente, finchè l'azienda non avesse chiarati quanto stava succedendo. Lunedì 14 novembre, grazie anche all'intervento del sindaco e dell'assessore al lavoro del Comune, siamo riusciti a sottoscrivere con l'azienda l'impegno a ricercare una soluzione anche per Orgiano. A Campogalliano si realizzano soltanto montaggio e verniciatura del prodotto, il vero “core-business” dell'azienda è a Orgiano, con la fusione e lo stampaggio. Crediamo che la realtà bolognese che acquistrebbe parte del gruppo sia interessata soltanto ad acquisire il marchio ed il prodotto, svuotando la Faral di ogni prospettiva industriale”.

Nei prossimi giorni la Faral andrà probabilmente in liquidazione, ma si è comunque accordata con il nuovo acquirente la temporanea fornitura del prodotto grezzo. Ai lavoratori si prospetta un anno di Cassa Integrazione Straordinaria per chiusura attività (la firma verrà siglata in dicembre) e l'apertura delle procedure di mobilità qualora non si verifichi nessuna soluzione positiva. Attualmente, i dipendenti di Orgiano percepiscono un acconto dello stipendio a metà mese e il saldo alla fine del mese seguente se si recuperano i soldi necessari dalla produzione.

“Il rischio – conclude Rosa – è che cinquanta lavoratori di Orgiano vengano lasciati a casa e la chiusura di un'attività ricca di storia. Serve un nuovo compratore, anche del territorio vicentino. La Faral può dare ancora molto anche in altri ambiti produttivi grazie alla flessibilità degli impianti e alle autorizzazioni ambientali che la collocano a livelli di eccellenza”.

 

Ufficio Stampa Cisl Vicenza

Andrea Frison

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