FIAT vista da vicino: domani a Padova Chiarle (Fim Torino) e Pietro Ichino

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Domani, 4 febbraio, presso l'Hotel Crowne Plaza di Padova, si svolge l'assemblea dei delegati sindacali dei lavoratori metalmeccanici padovani aderenti alla Cisl, la Fim Cisl (6.500 iscritti distribuiti in 400 aziende) per affrontare i temi del lavoro, della competitività e della rappresentanza sindacale, a partire dalla vicenda Fiat.

Con la segretaria nazionale Fim Anna Trovò sono chiamati a discuterne Claudio Chiarle, segretario della Fim di Torino, uno degli artifici dell'accordo e dei protagonisti del referendum a Mirafiori, ed il prof. Pietro Inchino, giuslavorista ed oggi senatore della Repubblica.

"Abbiamo chiesto a Chiarle e al sen. Ichino - spiega Gianni Castellan, segretario della Fim padovana-  di partecipare di persona a questo incontro per due motivi. Il primo è quello di dare una informazione completa e corretta dell'accordo Mirafiori e quindi di dimostrare, con la "carta che canta", che nessun diritto è stato svenduto ne tantomeno quello di sciopero e la stessa Costituzione. Il secondo è di ragionare su alcune questioni a cui il sindacato confederale deve saper trovare risposte concrete ed unitarie: la competitività del sistema economico e delle singole aziende da una parte, la rappresentanza e la democrazia sindacale dall'altra. In questi argomenti avremo anche il contributo di Anna Trovò".

L'iniziativa segue a ruota lo sciopero della Fiom della scorsa settimana che ha trovato a Padova il suo epicentro con la manifestazione regionale dei metalmeccanici Cgil.

"Una strada quella degli scioperi a ripetizione - commentano alla Fim - che non porta da nessuna parte. Lo scorso venerdì le adesioni dei lavoratori sono state molto scarse in tutta la metalmeccanica  padovana. Nelle 30 aziende più sindacalizzate le assenze dal lavoro hanno raggiunto, a fatica, il 23% dei lavoratori (permessi vari compresi), se poi ci allarghiamo a tutte le aziende comunque sindacalizzate la percentuale si abbassa ancora di più (in molte aziende non si è andati oltre alle poche unità), così come è stato tra i lavoratori di Fiat Auto (10% di adesioni)".

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