Electrolux: referendum sull’accordo

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Si svolge tra oggi e domani alla Electrolux di Susegana e di Porcia il referendum sull'ipotesi di accordo sottoscritta tra sindacati ed azienda presso il Ministero dello Sviluppo Economico. I tremila lavoratori in organico nei due stabilimenti, dove la multinazionale svedese produce frigoriferi e lavatrici, con il loro Sì o No decideranno quindi se approvare o meno l'intesa raggiunta venerdì scorso a Roma anche con l'intervento attivo del Ministero del Lavoro e dello stesso Sacconi.

Per spiegare i punti dell'ipotesi di accordo si sono tenute oggi le assemblee generali dei lavoratori. Nello stabilimento di Susegana gli appuntamenti sono stati due: uno al mattino e l'altro al pomeriggio, in ognuno dei due la partecipazione è stata altissima se non totale. La piccola città costituita dai 1.400 di Susegana ha seguito con grande attenzione la relazione di Laura Spezia, segretaria nazionale Fiom, che ha illustrato i punti dell'accordo.

Nelle assemblee di Susegana è emersa anche la spaccatura esistente tra i metalmeccanici della Cgil. Alcuni rappresentanti sindacali aziendali di questa sigla sono infatti intervenuti contestando in toto l'accordo e invitando i lavoratori a non approvarlo. Diversa la posizione di Fim Cisl e della Uilm i cui rappresentanti a tutti i livelli hanno confermato il giudizio positivo già espresso precedentemente anche se nella netta distinzione di valutazione tra il piano industriale proposto dall'azienda, non condiviso, ed il piano sociale per la gestione degli esuberi (800) dove invece i risultati ottenuti tolgono di mezzo l'ipotesi di ricorrere ai licenziamenti.

Una posizione questa ribadita anche dalla Spezia "Non abbiamo concordato il piano industriale perché ci sono rimaste tutte le preoccupazione sul futuro dello stabilimento. Dovremo quindi nei prossimi anni vigilare affinché Electrolux non se ne vada dall'Italia". Sulle diverse ed opposte posizioni espresse da alcuni suoi rappresentanti aziendali, la segretaria Fiom, dopo aver detto che "ognuno è libero di pensare ciò che vuole" ha precisato come per la sua organizzazione "è fondamentale il giudizio dei lavoratori espresso con il referendum. Questo accordo è positivo ed utile anche perché non ci sono deroghe al contratto e alle leggi".

Nessuna contestazione invece nelle assemblee di Porcia. I seggi si chiuderanno domani alle 19.00, i risultati si avranno alla conclusione dello spoglio prevista per le ore 20.00.

Nessuno azzarda previsioni sull'esito del voto ma, sottolinea Michele Zanocco, che per la Fim ha coordinato la vertenza e la trattativa "Se dovessero prevalere i No l'effetto è presto detto: accordo bocciato uguale accordo cancellato e quindi licenziamenti. E oggi chi lo ha contestato non ha presentato proposte e soluzioni alternative migliori. Per noi, anzi, il piano sociale contrattato e concordato, è un buon esempio da riproporre in casi analoghi".

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