Decreto Flussi 2010 in arrivo per 98.080 cittadini extraUE
Inaspettato, inatteso e impensato fino a ieri è invece già in internet il testo del Decreto del Presidente del Consiglio, con tanto di firma autografa e data del 20 novembre scorso, che decreta l'ammissione in Italia per motivi di lavoro (non stagionale) di cittadini non comunitari entro una quota massima di 98.080 unità, che si aggiungono alle 6.000 unità prevista con un decreto del 1 aprile scorso.
Del totale ammessi , 52.080 posti sono assegnati ai cittadini provenienti dai Paesi che hanno sottoscritto o sono in procinto di sottoscrivere accordi di cooperazione in materia di migrazione: Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldova, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia, India, Perù, Ucraina, Niger e Gambia.
30 posti sono riservati a colf e badanti provenienti dagli altri paesi. Poi viene autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro dipendenti a chi è titolare di permesso per studio (3.000), tirocinio e formazione (3.000), lavoro stagionale (4.000) e di carta di soggiorno ottenuta da altri Stati della Unione Europea (1.000 + 500 per lavoro autonomo). Poi altri 4.000 permessi saranno concessi ad altrettanti stranieri non comunitari che hanno completato programmi di formazione nei Paesi di origine, 500 a lavoratori stranieri con almeno un genitore di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile.
Le domande andranno presentate via internet dal datore di lavoro. Ci saranno almeno 3 date diverse di apertura della presentazione delle domande (il famoso clik day), una per i 50 mila, il giorno successivo per i lavoratori domestici, il giorno dopo ancora per tutti gli altri.
Ora bisogna aspettare la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale (probabilmente entro l'anno) e poi comincia il conto alla rovescia, specie per le decine di migliaia di lavoratori stranieri già in Italia che vogliono uscire dalla condizione di clandestinità.
In allegato
Testo (non ufficiale) del Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 novembre 2010