Crisi edilizia: serve un nuovo patto in Veneto

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«Associazioni imprenditoriali e politica sono i grandi assenti nella partita per il rilancio della filiera-casa».  È la denuncia delle categorie sindacali Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil, preoccupate per la crisi dei settori delle costruzioni che morderà duro anche nel 2011 e che dal 2008 ha già falcidiato nel solo Veneto 50 mila posti di lavoro. E preoccupate anche per l'incapacità delle rappresentanze datoriali di fare sistema e della politica regionale, oltre che nazionale, di mettere in campo soluzioni convincenti.

«A livello nazionale, il 1° dicembre scorso, abbiamo fatto una grande manifestazione come Stati Generali dell'Edilizia, ma in Veneto non c'è stata la stessa responsabilità da parte delle associazioni imprenditoriali, l'Ance in particolare, che ha badato più alle divisioni interne che a lavorare insieme a noi per la ripresa del settore - denuncia il segretario generale della Feneal-Uil del Veneto Alberto Ghedin -. Facciamo dunque un appello alla responsabilità alla politica e alle categorie economiche.»

«Chiediamo un tavolo con tutte le associazioni imprenditoriali e con la politica perché la protesta non è più sufficiente, i numeri della crisi li conosciamo e ne sono stati dati in abbondanza in questi mesi. Servono invece proposte convincenti di rilancio, ed è davvero anomalo, molto anomalo, che siano i sindacati a dover fare proposte in assenza di quelle della controparte - incalza Salvatore Federico, segretario generale della Filca-Cisl del Veneto -. È la prima volta in tanti anni che, in una congiuntura così drammatica per l'economia con una perdita di posti di lavoro così rilevante, nell'edilizia in particolare, non ci sia la politica. Nel 2004, quando scoppiò il problema delle delocalizzazione, un po' di politica che si impegnava c'era, oggi c'è il vuoto».

«Si intravede ormai la fine degli ammortizzatori sociali, ed è un fatto che pretende delle risposte e delle soluzioni efficaci di rilancio del settore delle costruzioni per una nuova e buona occupazione - aggiunge Leonardo Zucchini, segretario generale della Fillea-Cgil del Veneto -.  Chiediamo che le risposte arrivino in fretta dalla Regione, dagli enti locali, dall'Ance e dalla Federlegno, e da tutte le associazioni artigiane, le cooperative».

I tre segretari regionali delle categorie sindacali che tutelano e rappresentano gli interessi dei lavoratori del comparto delle costruzioni hanno quindi illustrato la situazione della filiera delle costruzione nelle diverse province, con le sofferenze che tutte le aziende, anche le più solide e strutturate, hanno ormai da tempo.

E hanno avanzato delle proposte per il rilancio della filiera e la creazione di nuova occupazione. Hanno infine annunciato e illustrato la campagna di comunicazione, tramite manifesti (in allegato), che coprirà tutti i Comuni della regione per sensibilizzare le istituzioni, ma anche la popolazione, sulla crisi del settore. Un manifesto che non si limita alla denuncia ma avanza anche 5 priorità da affrontare subito.

Fr a n c e s c a   N i c a s t r o

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