Crisi Electrolux: no a qualsiasi discriminazione tra i lavoratori
Nelle crisi aziendali licenziare prima gli immigrati? Ipotesi irricevibile e neppure da degna di una qualsiasi attenzione. Michele Zanocco, segretario regionale dei metalmeccanici della Fim, liquida così le dichiarazioni del deputato Stiffoni che è intervenuto sulla crisi della Electrolux e sui possibili licenziamenti proponendo che i primi ad entrare nella lista degli esuberi siano i dipendenti con passaporto non italiano. Le affermazione del politico, a cui la stampa ha dato ampio risalto, hanno creato preoccupazione tra i circa 200 lavoratori stranieri (molti i Paesi di origine: dalla Cina Popolare al Marocco) occupati a Susegana, ma sono state respinte immediatamente dal sindacato e dalla Rsu. Riteniamo importante anche che il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, abbia preso le distanze, e di fatto smentito le affermazioni di Stiffoni.
"In azienda- conferma Rosanna Paolazzi, delegata FIM Cisl della Rsu- non ci sono mai stati problemi tra lavoratori sulla base della diversa provenienza nazionale. Al contrario: molti colleghi immigrati nel corso degli anni sono stati eletti come rappresentanti sindacali di reparti produttivi e non solo con i voti dei propri connazionali. Le preoccupazioni sono comuni a tutti perché il futuro dell'azienda non è chiaro e ci vengono presentate prospettive sempre meno positive. Per cui non aggiungiamo problemi ai problemi e vorrei ricordare a chi fa queste sparate che qui si vive con 1.200 euro al mese".
"Stiamo gestendo centinaia di crisi aziendali con ricorsi pesanti alla Cig e a volte anche con riduzione del personale; in quasi tutte il problema del posto di lavoro riguarda sia lavoratori italiani che stranieri perché le nostre fabbriche funzionano anche grazie all'apporto degli immigrati, ma fino ad oggi non abbiamo mai avuto problemi di contrapposizioni determinate dal passaporto. E' incredibile quindi che qualcuno, dai comodi scranni romani, tenti di appiccare il fuoco della xenofobia - prosegue Zanocco, che è anche responsabile e coordinatore per la Fim del gruppo Electrolux- se ci deve essere attenzione ed interessamento alla difficile situazione di questa azienda vorremmo che fosse utile a risolvere i problemi e non ad aggravarli".
"Oggi il vero problema che la politica e le istituzioni devono sentire come dovere, - conclude Zanocco - è quello di affrontare il tema dello sviluppo industriale. Bisogna dare impulso all'industria e favorire i fattori di sviluppo e investimento, affinché si possano assorbire le persone che saranno destinate a perdere il posto di lavoro a causa della crisi.
"Da lavoro a lavoro" deve diventare il nuovo imperativo che tutti i soggetti pubblici e privati devono perseguire per uscire dalla crisi ed evitare di generare disoccupati: questo è quello che chiedono i lavoratori e il sindacato, non certo le liste di proscrizione".
In breve: la ricetta Stiffoni a Susegana non trova estimatori.