Corso Fai- Inas Veneto sulle disoccupazioni agricole
Ha preso avvio stamattina, presso il Centro Polivalente Zerman di Mogliano Veneto, il percorso di formazione promosso da Fai e Inas Cisl del Veneto sui temi della previdenza e della assistenza sociale nei settori del lavoro dell'agroalimentare. La prima, delle quattro giornate di studio previste, è stata dedicata al tema delle indennità di disoccupazione agricola che è stato trattato da Paolino Mandruzzato dell'Inas di Verona. "Nel Veneto, ogni anno, vengono presentate all'Inps in media 11.000 domande per questa indennità- ha precisato la responsabile della formazione Inas, Ermelinda Ventriglia - e sono già molti i lavoratori che chiedono l'assistenza della Federazione o del Patronato. Verona, Rovigo, Venezia e Padova sono le province in cui si concentrano 80% delle domande".
Il punto sul lavoro in agricoltura lo fa il segretario di Fai Veneto, Onofrio Rota "Nella nostra regione i lavoratori dipendenti occupati in agricoltura sono circa 20.000 di cui uno su quattro con contratto a tempo indeterminato. Meccanizzazione e concentrazione delle aziende hanno ridotto progressivamente l'occupazione in questo settore anche se negli ultimissimi anni è stata registrata una leggera crescita". Ma la vera novità sta nella diffusione del lavoro con i vaucher che ha avuto una vera e propria impennata nel settore che ne ha consumato il 60% nel 2009 e circa il 50% nel 2010 (a seguito dell'ampliamento delle possibilità di utilizzo a nuovi settori di lavoro). "Le informazioni in nostro possesso, tramite il tavolo regionale congiunto Inps, sindacato e imprenditori, così come quelli che ci arrivano dalle Casse Agricole extra legem, ci dicono che i vaucher per il lavoro accessorio non hanno sostituito il lavoro dipendente stagionale ma hanno portato invece a regolarità quei rapporti di lavoro brevi, legati alle vendemmie o alla raccolta della frutta e simili, che prima erano in nero".
I dati a cui Rota fa riferimento indicano infatti che c'è stata, dal 2008 ad oggi, una crescita dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato. Ciò non significa che non ci siamo abusi. Rota porta ad esempio il caso della cameriera che lavora tutti i fine settimana in un agriturismo e che non può lavorare con i vaucher ma deve essere assunta come dipendente a part time o a chiamata.
Il lavoro in agricoltura ha registrato anche un'altra grande novità: il rinnovo generazionale avviene spesso con l'immissione di lavoratori immigrati, in una prima fase soprattutto cittadini provenienti da Paesi extra Unione Europea, mentre nell'ultimo periodo sono aumentate le assunzioni di lavoratori comunitari, provenienti da Polonia, Romania, Slovenia, ecc.
Stefano Boscarin, coordinatore regionale del patronato ha sottolineato che il percorso formativo è stato definito in un accordo di collaborazione Inas- Fai Veneto sottoscritto lo scorso mese di novembre e che proseguirà nelle prossime settimane con le altre tre giornate dedicate alla tutela sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l'invalidità civile e l'immigrazione.