Contratti di Solidarietà: nuove flessibilità sull’orario

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Il Ministero del Lavoro ha emanato una circolare che, accogliendo una richiesta della Cisl, fornisce una interpretazione estensiva del limite massimo di riduzione di orario nell'ambito dei contratti di solidarietà, pari al 60% in base al decreto ministeriale 46448 del 10 luglio 2009.
Sulla base di tale chiarimento il limite del 60% può essere inteso come media, e non come tetto massimo della riduzione di orario di ogni singolo lavoratore. Sarà quindi considerato ammissibile un contratto di solidarietà in cui alcuni lavoratori saranno interessati da una riduzione di orario superiore al 60% ed altri da una riduzione di orario inferiore, purché la riduzione dell'orario rispetti in media il tetto massimo del 60% dell'orario di lavoro della platea dei lavoratori coinvolti.
Per il segretario confederale Giorgio Santini si tratta di "un intervento che rende maggiormente flessibile per le aziende, e quindi maggiormente utilizzabile, il contratto di solidarietà".
In Veneto i contratti di solidarietà attivati, dopo l'accordo alla Aprilia di Scorzè e Lotto di Trevigano sono arrivati al numero di 25 e coinvolgono circa 3.500 lavoratori. In altre situazioni aziendale la discussione sul loro uso è in corso.
Molto apprezzati dai lavoratori interessati sia perché permettono di mantenere un rapporto costante con il lavoro che per la sostanziale tenuta della retribuzione (specie con l'integrazione delle ore di sospensione portata all'80% che peraltro non è soggetta al tetto massimo come la Cig) la diffusione di questo speciale ammortizzatore sociale alternativo alla Cig a zero ore trova ancora difficoltà di accettazione da parte delle aziende, spesso per motivi soggettivi.
In allegato
Ministero del Lavoro, Direzione Generale. Circolare del 8 febbraio 2010.

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