Congresso Fai Veneto. Sul ruolo del delegato sindacale

Giovedì, 20 aprile 2017

«In occasione di questo Congresso ho fortemente voluto dedicare una specifica riflessione al ruolo fondamentale che voi delegati avete all’interno della nostra organizzazione, nei luoghi di lavoro, nell'ambito delle vostre responsabilità. Avvicinare i lavoratori, parlare con loro, ascoltarli, tutto questo per me è la sintesi vera del nostro ruolo sindacale. Dal lavoro di ricerca che oggi presenteremo emerge chiaramente il valore e a complessità dell’essere delegato». Spiega così il Segretario generale uscente Andrea Zanin, durante la sua relazione, il libro “Dialogo tra generazioni. Sul ruolo del delegato sindacale” che è stato presentato oggi dall’autore Ludovico Ferro alla conclusione della prima giornata del VI Congresso della Fai del Veneto. Il proposito del lavoro, pensato per una diffusione anche esterna al mondo sindacale, è quello di far luce sulla figura del delegato sindacale sia in termini prettamente di ruolo sia in termini storico temporale, ossia di come le nuove generazioni si percepiscono, come si confrontano con la “vecchia guardia” e come pensano che il loro lavoro sia visto dall’esterno. Costruito attraverso 20 interviste a delegati giovani ed esperti, la peculiarità dello scritto (e la sfida che il sociologo Ferro ha voluto sperimentare) sta nel genere della stesura finale: il teatro. «Qualcuno sostiene che il teatro sia la più antica forma di espressione dell’uo­mo – si legge nelle prime pagine del libro - in ambito sindacale ci sono molte situazioni in cui esistono chiaramente elementi propri della rappresentazione teatrale. La situazione più evidente è certamente quella del congresso, momento davvero denso di ritualità». Infatti durante la lettura ci si ritroverà calati proprio ad una cena tra congressisti della federazione agroalimentare: nella scena gruppi di delegati (giovani ed esperti) seduti ai tavoli discutono di temi quali formazione al ruolo, contrattazione e futuro. L’incontro generazioni diverse (tutti i personaggi, pur prendendo spunto dalle interviste sono un mix tra realtà e finzione) e i diversi modi di vedere ed interpretare la realtà, la vita e anche le difficoltà farà emergere non solo la distanza, ma anche i punti di incontro tra i nuovi e i “vecchi” delegati che forse, a sorpresa, sono più di quelli che ci si aspetta. Essendo un lavoro di ricerca, e non avendo la sola finalità ricreativa, non mancano i riferimenti alle basi teoriche su cui è stato costruito il lavoro. La descrizione delle scene teatrali sono infatti intervallate da commenti e approfondimenti teorici che affondano le radici nella drammaturgia e nella sociologia.