Congresso Cisl Venezia. Quale futuro per gli under 30 veneziani?

Lunedì, 20 marzo 2017

Rappresentano il 13% della popolazione veneziana, adattabili alla flessibilità, scolarizzati e realisti, ma anche con bassi redditi: sono i giovani tra i 15 e i 30 anni che si muovono in un mercato del lavoro in continua evoluzione che mette il sindacato di fronte alla necessità di pensarsi in maniera nuova e continuare così nella propria missione in materia di tutele e servizi. Nella ricerca presentata prima dell’apertura ufficiale del 3° congresso Cisl Venezia dal centro studi LAN (Local Area Network) è stato fornito uno spaccato analitico di questa generazione della città metropolitana di Venezia in termini occupazionali. Dal 2008 al 2015 il numero degli occupati under 30 è calato del 22% (-11.255), i disoccupati hanno registrato un vertiginoso aumento dell’82% (+3.789), e gli inattivi del 13% ( +7.760).

Per trovare una occupazione possono contare sull’aumento dell’offerta lavorativa nella filiera del turismo: il 27% dei giovani nel 2015 lavorava in alberghi e ristoranti, il 19% nel commercio, mentre il 16% nel manifatturiero e il 14% nei servizi alle imprese.

La retribuzione media annua degli under 30 veneziani si attesta sui 12mila euro (- 1.700 rispetto ai coetanei veneti): circa 30mila i giovani  (tra i 15 e i 24 anni) che nel 2015 hanno presentato una dichiarazione dei redditi inferiore ad 8mila euro. Infine, all’insegna della flessibilità, il 23% dei laureati della città metropolitana fa un lavoro che non ha alcuna attinenza con il titolo di lavoro conseguito. 

Da qui l’impegno che la Cisl di Venezia vuole prendersi nei confronti dei giovani e della loro situazione «La fotografia degli under 30 veneziani che propone la ricerca  - ha infatti sottolineato il segretario Paolo Bizzotto - deve essere il punto di partenza per capire come meglio intervenire nei loro confronti e far in modo che il lavoro possa costituire anche per loro un’opportunità di affermare una propria identità». Nella sua relazione il Segretario generale tocca molti altri temi cari alla città metropolitana: dalla necessità di discutere con i sindaci di tutto l’hinterland veneziano su prezzi e tariffe dei servizi pubblici, le politiche fiscali e la lotta all’evasione, fino ai temi del rilancio dello sviluppo territoriale a partire da Porto Marghera. Come fare? Bizzotto conclude chiedendo la convocazione degli Stati Generali della Città Metropolitana di Venezia dove gli attori economici e sociali concordino su un comune progetto di sviluppo  «individuate e condivise le priorità dobbiamo stringere un Patto per il Lavoro e la Comunità che ci permetta di confrontarci unitariamente con la politica e le istituzioni».