Cisl: allargare la coperta degli ammortizzatori regionali
L'applicazione dell'accordo quadro regionale del 5 febbraio sulle misure anticrisi va completata rapidamente. E' questo l'obiettivo della Cisl del Veneto, che trova un largo consenso tra le Parti Sociali, e per il quale si sta lavorando in questi giorni ai tavoli tecnici della Regione e specificatamente dell'Assessorato alle Politiche del Lavoro.
A febbraio - chiarisce Giulio Fortuni segretario della Cisl regionale e responsabile in materia- abbiamo concordato che per garantire risposte adeguate a tutti i lavoratori messi in difficoltà dalla crisi servivano 120 milioni di euro, la metà per sostenere il reddito di coloro che vengono sospesi pur conservando il posto di lavoro e che però sono esclusi dalla CIG e l'altra metà per quelli invece che restano senza lavoro e non possono beneficiare della indennità di disoccupazione.
Ad oggi abbiamo ottenuto - prosegue Fortuni - lo stanziamento di metà della somma richiesta e la attivazione delle tutele per i sospesi (la cosiddetta Cassa Integrazione in deroga) tra i quali abbiamo fatto rientrare anche gli apprendisti ed i lavoranti a domicilio.
Per la Cig in deroga riteniamo che si debba ora raddoppiare il periodo di copertura della stessa, oggi fissato sui 90 giorni, insufficiente se la ripresa tarda ad arrivare e a rimettere in moto le aziende colpite dalla crisi.
Bisogna però dare aiuto anche a chi è rimasto senza lavoro nel 2009. Abbiamo concordato che a questi lavoratori venga riconosciuta una sorta di mobilità in deroga che proponiamo preveda una indennità pari all'attuale sussidio di mobilità, in pratica 80% della retribuzione con il tetto massimo previsto dalla CIGS.
Di questa mobilità in deroga- spiegano alla Cisl di via Piave- dovrebbero beneficiare ad esempio i lavoratori rimasti disoccupati che abbiamo almeno 3 mesi di anzianità di lavoro ed una parte del collaboratori a progetto.
Le idee della Cisl veneta al proposito sono completate dalla Segretaria Franca Porto: "dobbiamo anche ottenere un miglior funzionamento dei servizi per l'impiego per consentire un più rapido reingresso al lavoro dei disoccupati, anche grazie a percorsi di riqualificazione professionali collegati alla erogazione dei sostegni al reddito. La crisi non è finita e ci sono sempre più lavoratori, compresi capifamiglia, senza un posto e ancora senza un reddito di sostegno. I mesi estivi saranno cruciali e stiamo tenendo sotto osservazione la grande macchina occupazionale del turismo veneto verso la quale hanno indirizzato le loro speranze di lavoro e reddito moltissimi disoccupati".