Cisl Nordest: azione comune per progetti macro
Nel Nordest la crisi richiede una capacità di indirizzare le politiche di sviluppo in un ambito che va oltre i confini regionali: su questo presupposto le segreterie della Cisl delle regioni interessate, Veneto e Friuli Venezia Giulia e delle province autonome del Trentino e dell'Alto Adige hanno deciso di programmare una agenda di lavoro comune per i prossimi mesi.
A margine di un primo incontro che si è tenuto oggi a Mestre abbiamo intervistato Giovanni Fania, e Franca Porto, segretari, rispettivamente, della Unione Sindacale del Friuli Venezia Giulia e del Veneto
I presupposti di questa agenda comune sono quelli di affrontare in modo più efficace i problemi del secondo anno della grande crisi...
Fania: infatti l'azione comune che vogliamo avviare non è tanto un atto di volontà ma la presa d'atto di una necessità oggettiva. Il Nordest è stata area omogenea negli anni dello sviluppo e tale rimane in questi della crisi. Ma lo è e lo sarà sempre di più nel contesto dell'economia globale, della sua evoluzione, del quando e come la crisi sarà superata. Anzi: il Nordest che serve operi in modo coordinato e sinergico va anche oltre le Alpi e l'Isonzo per comprendere la Corinzia, la Croazia e la Slovenia. E' la macro regione dell'Alto Adriatico che deve mettere la maiuscola non solo delle denominazioni geografiche ma anche quelle del riconoscimento di una identità politica sovraistituzionale.
Aree con un sistema economico collegato ma ancora in grado di competere?
Porto: è proprio questo che manca, o che comunque non è sufficiente: il livello di competitività di queste aree istituzionali diverse ma economicamente collegate sconta ritardi, arranca e corre il rischio di vedere neutralizzate le sue potenzialità dalle divisioni determinate dai confini che rientrano tutti, ad eccezione della Croazia (speriamo ancora per poco) nell'ambito dell'Unione Europea. Ma questi confini non possono essere un motivo concreto per impedire una azione politica comune dei rispettivi governi regionali e statali. La Cisl nel Nordest vuole agire per sollecitare queste politiche comuni, a cominciare dall'area italiana. Nulla di nuovo in assoluto ma il percorso che vogliamo realizzare riparte in condizioni differenti: economie ferme, settori in recessione e una competizione globale molto più serrata.
Alto Adriatico significa, oltre che produzioni e turismo, anche scambio di merci, passaggio di persone, sulla dimensione internazionale: Vecchia Europa, Nuova Europa, Mediterraneo, Africa... sono occasioni perse o opportunità da coltivare?
Fania: non siamo fuori tracciato ma nemmeno abbiamo molto tempo da perdere. I nostri concorrenti, ad esempio il sistema portuale e infrastrutturale nord europeo, non stanno certamente ad aspettarci. Dobbiamo quindi fare quelle cose che servono per tornare ad essere attrattivi di investimenti e punto di incrocio di merci, idee e persone. Una bella sfida che possiamo vincere se sappiamo fare sistema nella progettazione del prossimo futuro e se questa progettazione ha come fulcro la realizzazione del sistema Alto Adriatico.
Quali sono i punti salienti di questo sistema Alto Adriatico e il ruolo del Nordest italiano?
Porto: in primo luogo le infrastrutture e il loro coordinamento. Porti (Venezia, Trieste, Fiume), aeroporti (ad abundantiam) come anche la rete autostradale e ferroviaria, quindi il Corridoio 5 e l'Alta Velocità. Il Nordest sarebbe, in questo ambito, l'area più sviluppata dal punto di vista produttivo manifatturiero e turistico. Ma anche potrebbe rappresentare un modello sociale con molti valori ed aspetti positivi da proporre anche altre aree: pensiamo al sistema sanitario ed al welfare. Certamente dalle altre aree abbiamo altre cose da prendere ad esempio: il connubio modernità - ambiente della Carinzia e del Trentino Alto Adige ad esempio. Aggiungo una cosa: pensiamo al valore aggiunto che la realizzazione delle Olimpiadi 2020 in Veneto rappresenterebbe in questo sistema Alto Adriatico.
Veniamo all'agenda: quali gli impegni e le scadenze già fissate?
Fania: il primo prossimo appuntamento è quello di una sessione comune degli organi esecutivi regionali per affrontare i temi della crisi, dell'occupazione e della ripresa dello sviluppo.
Poi vogliamo migliorare la condivisione dei valori che stanno alla base della nostra azione e per questo intendiamo realizzare a Trieste un incontro dei gruppi dirigenti della Cisl del nordest per una riflessione sui temi posti dalla Caritas in veritate di Benedetto XVI: il lavoro decente come diritto per tutti, l'etica nell'economia, il ruolo dei sindacati, il divario tra ricchi e poveri, il rispetto dei migranti. Il resto è affidato alla prossimo incontro tra le Segreterie.