Cig in Veneto: ad aprile balzo indietro, ma...

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Brusco cambio di tendenza, rispetto ai mesi precedenti, nella dinamica delle Ore di Cig autorizzate nel mese di aprile in Veneto. Le ore autorizzate sono infatti poco meno di 8,9 milioni. Erano 12 milioni a marzo. Un balzo indietro di 3,1 milioni pari ad un meno 26%.
Balzo indietro anche rispetto alla media mensile dei periodo novembre 2009- marzo 2010 che si era attestata sugli 11 milioni di ore.
Si riduce la domanda di Cig Ordinaria, che passa da un valore medio di 3,3 milioni di ore dei mesi precedenti ai 2,6 milioni, ma ancor più la gestione straordinaria (compresa quella in deroga): dagli 8,8 milioni a marzo, 6,2 ad aprile. Meno Cig sia per gli operai che per gli impiegati.
Rimane il fatto che in questo primo quadrimestre del 2010 si sono richieste già più della metà (42 milioni) di quanto autorizzato nel 2009, già anno record per la Cig con 82 milioni di ore.
Visti a livello provinciale i dati di aprile si scompongono ed assumono dinamiche divergenti.
A Belluno e a Padova vi è, rispetto a marzo una forte crescita delle ore autorizzate (rispettivamente + 78% e + 32%); in leggero calo invece Treviso che passa dai 2,3 ai 2 milioni di ore, un valore comunque alto.
Il calo più forte, in percentuale, si registra invece a Verona che, dopo aver cumulato 6,7 milioni di ore nel primo trimestre dell'anno scende a 700 mila ore. Meno Cig anche a Venezia (-40% su marzo) e Vicenza che passa dai 2,5 milioni di ore di marzo al 1,6 milioni.
Il settore metalmeccanico, che da solo ha assorbito nei primi quattro mesi del 2010 il 54% di tutte le ore di Cig, nel mese di aprile si presenta come 1 milione di ore autorizzate in meno rispetto a marzo.
Anche in questo caso la domanda di Cig nel primo quadrimestre 2010 ha superato la metà delle ore autorizzate in tutto il 2009. Ma il dato più preoccupante è la dinamica interna alla Cig: sostanzialmente stabile il ricorso alla gestione Ordinaria ma nella Straordinaria da gennaio ad aprile si è quasi consumato l'intero valore di tutto il 2009.
Per Franca Porto "la flessione, indubbiamente consistente, delle ore di Cig autorizzate dall'Inps nel mese di aprile, 8,9 milioni di ore (valore ben sotto la media degli ultimi 5 mesi) con un calo di oltre 3 milioni di ore rispetto a marzo (pari ad un meno 26%) può a prima vista essere interpretato come un segnale positivo per l'attività produttiva nella nostra regione. Nei fatti però questa interpretazione non trova riscontri concreti nelle aziende dove non si regista una significativa ripresa con effetti positivi sul lavoro". Prosegue la Porto che "e' presumibile invece che la riduzione delle ore autorizzate dipenda da fattori contabili- amministrativi come dal fatto che già nei primi mesi dell'anno la richiesta di Cig è stata molta alta e quindi in grado di coprire un lungo periodo di tempo per un elevato numero di aziende. Fatto salve le questioni contabili è invece molto preoccupante il dato della richiesta di Cig Straordinaria che ha già raggiunto i livelli di tutto il 2009 ma, peggio ancora, riguarda per una buona metà le aziende industriali dove, evidentemente la crisi si sta cronicizzando". Per la segretaria della Cisl del Veneto si conferma comunque l'utilità della Cig, con la estensione a quasi tutte le aziende, a fine di evitare una frana occupazionale. "Rimangono aperte però due questioni: da una parte il completamento della estensione degli ammortizzatori a tutte le aziende e soprattutto a quei lavoratori che, mano a mano ed in misura crescente, escono dalla copertura delle indennità integrative o sostitutive della retribuzione per approdare nella terra di nessuno, dove non c'è ne lavoro e quindi salario e nemmeno un qualsiasi sussidio economico; dall'altra va dato gambe ad un consistente piano di interventi (fiscalità ed opere pubbliche) che favoriscano la ripresa sostenendo imprese e consumi".

In allegato:
Cisl Veneto: la Cig in Veneto, dicembre 2009- aprile 2010. Mestre 11 maggio 2010