Cig in Veneto: a marzo un altro balzo in avanti
Non è rimasta traccia del segnale positivo di gennaio (Cig a - 16 % rispetto a dicembre 2009). Dopo i numeri della ripresa in negativo di febbraio (11,2 milioni di ore autorizzate, più di un milione in più) il rendiconto di marzo conferma la persistenza del grande freddo che ha avvolto il sistema produttivo veneto (ma così è anche a livello nazionale) riportando i numeri sui valori record di dicembre: 12 milioni di ore autorizzate.
La caratteristica della Cig di marzo 2010 contiene però un elemento di ulteriore preoccupazione: aumentano le ore di Cassa Straordinaria (circa un milione di ore in più rispetto a febbraio) a scapito soprattutto degli impiegati, segno questo di crisi aziendali profonde, dove oltre alla macchine si fermato anche uffici e servizi.
Nulla di nuovo anche sui diversi fronti/settori economici. E' sempre il metalmeccanico il settore più colpito in termini di valori assoluti: oltre 6 milioni di ore, pari al 51% della richiesta totale, di cui quasi 4,7 milioni di Cig Straordinaria.
Molto diversificato, se non contrastante in alcuni casi, l'andamento della Cig per provincia. La dinamica dicembre 2009- marzo 2010 presenta un forte calo della domanda a Belluno e a Rovigo, una tendenza alla riduzione a Venezia e Vicenza. In crescita invece il ricorso alla Cig a Padova, Treviso e soprattutto Verona dove la richiesta triplica.
A questi numeri vanno però aggiunte almeno 2,3 milioni di ore di sospensione dal lavoro che, in conseguenza del trimestre di "fermo Cig in deroga" per le piccole aziende iscritte agli enti bilaterali, vengono integrate da altri ammortizzatori sociali. Se queste ore di sospensione reale vengono sommate alle ore di Cig richieste portano la media mensile del 2010 sugli stessi valori di dicembre 2009, mese che ha segnato il record assoluto nelle autorizzazioni di Cig in Veneto.
"I numeri della Cig di marzo, che ci portano nuovamente al record negativo di dicembre 2009 - ha commentato Franca Porto- confermano che l'economia Veneto nel suo complesso e quella fortemente legata all'export in particolare è ben lontana da una reale ripresa. Questa condizione determina un progressivo aggravamento della situazione occupazionale che specie per i lavoratori che hanno perso il lavoro ed i giovani che cercano di inserirsi nel mercato del lavoro". La segretari della Cisl sottolinea quindi la necessità di "intervenire con urgenza sugli ammortizzatori sociali per sostenere chi ha perso lavoro e sussidio, con i contratti di solidarietà per ridurre l'impatto negativo delle Cig prolungate, sulla formazione e la riqualificazione per facilitare l'inserimento o il rientro al lavoro. Ma risorse straordinarie vanno messe a frutto per dare fiato alle imprese e sostenere la ripresa. La rapida messa a punto del governo regionale è un fatto che può aiutarci ad intervenire subito utilizzando tutte le risorse e le prerogative di competenza della Regione".
Allegato: La Cig in Veneto, dicembre 2009- marzo 2010. A cura Ufficio Studi Usr Cisl Veneto