Chioggia. Pescatori dipendenti: pesca ferma e Cigs in ritardo
I lavoratori dipendenti della marineria chioggiotta fanno sentire la loro voce in concomitanza con l'avvio del fermo pesca estivo (quest'anno parte dal 1 agosto) che si protrarrà per due mesi lasciandoli a terra e non solo in senso fisico (le barche sta pesca staranno all'ancora fino al 1 settembrer) ma anche in quello economico. „ Alcuni marinai stanno ancora aspettando la Cig in deroga che doveva coprire la sospensione dal lavoro dovuta al femro pesce del 2010- ha denunciato Pierpaolo Piva, responsabile del settore pesca della FAi Cisl nell'assemblea sindacale che si è tenuta lunedì scorso a Chioggia. „Quest'anno poi - aggiunge il sindacalista- il fermo pesca si protrarrà per due mesi e le giornate liquidate dalla cassa integrazione in deroga saranno 45 (vengono esclusi e sabati e le domeniche); i pescatori e le loro famiglie si troveranno così a far conto su 600 euro di Cig che, oltrettutto, se tutto va bene, arriveranno l'anno prossimo".
Da quì le richieste sindacali, sostenute anche da Silvano Giangiacomi della Fai nazionale, che puntano a due risultati. Il primo è quello di ottenere che l'Inps liquidi in tempi più rapidi ed accettabili gli importi della Cig in deroga, il secondo è di rimpinguare l'integrazione salariale della Cig con ulteriore risorse pubbliche regionali o attraverso la costituzione di un ente bilaterale di marineria.
Detto e fatto: già ieri una delegazione della Fai, guidata dal segretario regionale Onofrio Rota, si è incontrata con l'assessore regionale alla pesca, Franco Manzato che ha dato la propria disponibilità ad impegnarsi nel merito. Uguale interesse è stato dichiarato anche dal sindaco di Chioggia, Giuseppe Casson, che incontrerà il sindacato nei primi giorni di settembre.
Alle associazioni degli armatori Federpesca, Federcoopesca, Lega Pesca, AGCI Pesca delle marinerie di Chioggia, di Caorle e di Pila la Fai ha sollecitato la predisposizione dei moduli e degli accordi sindacali per le domande di CIGS in deroga.
A metà settembre è prevista un'altra assemblea per un confronto con i pescatori su quanto è stato fatto e per predisporre un progetto a lungo termine, anche con l'aiuto delle Istituzioni, che tuteli i lavoratori della pesca. „ Noi non contestiamo - hanno dichiarato i sindacalisti - il fermo pesca. Sappiamo che la pesca in Adriatico sta vivendo un periodo di profonda crisi causato dalla scarsità delle risorse ittiche ma vogliamo che sia evidente che le esigenze ed i problemi dei pescatori dipendenti sono diversi rispetto da quelle degli armatori". A Chioggia, principale porto di pesca del Veneto, i lavoratori dipedenti occupati nel settore sono più di un centinaio: nessuno mancava all'assemblea sindacale.