Cerfeda, segretario CES: servono politiche UE anticrisi

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Per uscire dalla crisi serve più Europa". E' questo il messaggio che Walter Cerfeda, segretario della CES, Confederazione Europea Sindacale, lascia ai cento delegati della Fim Cisl di Padova che si sono dati appuntamento presso la sala Falcone e Borsellino a Limena, Comune della cintura padovana, 7.500 abitanti e tre zone industriali.

Cerfeda è intervenuto alla giornata di approfondimento sui temi della crisi presentato da Gianni Castellan, che ha annunciato la partecipazione di una nutrita delegazione della federazione di cui è segretario alla manifestazione indetta dai sindacati europei per oggi, 29 settembre, a Bruxelles "No all'austerità, priorità al lavoro e alla crescita".

Serrata l'analisi dell'economia internazionale proposta da Cerfeda che ha presentato alcuni numeri emblematici: nel secondo trimestre 2010 il Prodotto Interno Lordo è cresciuto in Cina del 10.3%, in India dell' 8.8%, in USA del 3.2"% ed in Europa solo dell' 1.7%. Ma in UE solo Germania e Paesi nordici mostrano una crescita vicina a quella americana. L'Italia invece è sotto la media europea e non arriva al 1%.

"Questi dati - ha sottolineato il dirigente delle CES - ci dicono che l'Europa dalle posizioni di testa passa in ultima fila, è l'ultimo vagone della locomotiva economica del mondo dei Paesi industrializzati. Poi la struttura industriale fatta di piccole e medie aziende, particolarmente presente in paesi come l'Italia non ci aiuta; solo una azienda su sei riesce ad avere accesso al credito bancario e come non bastasse la nostra produzione industriale per 85% serve solo il Mercato Europeo".

Critico il giudizio sul governo dell'Unione Europea che "non ha fatto nulla in questi mesi, né sul versante di definire nuove e più stringenti regoli in materia finanziaria (finanza allegra causa primaria della crisi) né sul versante di stimolare gli investimenti e la crescita, e neppure sul versante di favorire l'assistenza e la coesione sociale".