Calvagna (Cisl): a Treviso ripresa tiepida

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Otto milioni di ore autorizzate di Cassa integrazione straordinaria nei primi nove mesi del 2010, contro i circa due milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. Sei milioni di ore di Cassa integrazione in deroga nel periodo gennaio-settembre 2010, a fronte dei due milioni di ore del medesimo periodo del 2009. Sono alcuni dei dati illustrati questa mattina presso la sede provinciale della Cisl di Treviso nel corso della conferenza stampa trimestrale sui risultati dell'analisi condotta dall'Osservatorio della Cisl trevigiana sull'andamento del Mercato del Lavoro e dell'occupazione.

"L'analisi del nostro Osservatorio - ha spiegato Alfio Calvagna della Segreteria Cisl di Treviso - incrocia i dati Inps con quelli che ci vengono forniti dalla Provincia. Ne emerge un quadro alquanto preoccupante in quanto, purtroppo, i numeri confermano il perdurare di una situazione di precarietà per i lavoratori trevigiani. La tiepida ripresa, che pur c'è, è molto selettiva per settore e per tipologia di prodotto e non ha innescato un volano sul versante occupazionale. Le imprese hanno ordini di lavorazione che difficilmente superano previsioni che vanno oltre il mese".

Sul versante occupazionale, la Segreteria Cisl è convinta che non ci saranno grandi novità nei prossimi mesi. "Assisteremo - ha detto Calvagna -, probabilmente, ad una certa ripresa dei rapporti di lavoro temporanei verso quelle aziende che si sono già riorganizzate cogliendo la domanda dei mercati internazionali (soprattutto Germania e Asia), ma non saranno numeri che invertiranno la tendenza sul piano occupazionale".

I lavoratori in lista di mobilità a seguito di licenziamenti collettivi hanno registrato nel corso del III trimestre 2010 un lieve calo rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (da 612 a 577, meno 5,7%). Confrontando i primi nove mesi del 2010 con l'analogo dato dello stesso periodo del 2009 si evidenzia però un considerevole aumento (da 1.323 nel 2009 a 1.934 nel 2010). I lavoratori in lista di mobilità attivati dalle piccole imprese non hanno subito una sensibile variazione nel III trimestre rispetto al II trimestre (da 1.057 a 1.069). Osservando gli andamenti del Mercato del lavoro in provincia, emerge inoltre che con il perdurare della crisi c'è una quota, di difficile stima, ma certamente consistente, di lavoratori stranieri che sono o si apprestano a tornare verso i loro Paesi di origine, soprattutto quelli provenienti dell'Est Europa e con passaporto comunitario. "Non bisogna dimenticare che il 25,8% del totale dei lavoratori inseriti nel terzo trimestre del 2010 nelle liste di mobilità sono lavoratori stranieri", ha sottolineato Calvagna.

La situazione occupazionale rischia di diventare critica per i dipendenti di 37 aziende (di cui 5 in procedura fallimentare) della Marca. Entro la fine dell'anno finirà il periodo di cassa integrazione straordinaria e/o cassa in deroga per circa 400 lavoratori, che rimarranno dunque senza copertura di nessun ammortizzatore sociale. "Questa situazione - ha commentato la segreteria della Cisl trevigiana - ci porterà a dover osservare la crisi con un'ottica diversa rispetto a quanto abbiamo osservato sino ad oggi. Si dovrà cominciare a 'gestire la crisi' non più con la Cig, ma con una possibile strutturale disoccupazione che rischia di diventare di lunga durata. Disoccupazione che potrà essere superata nell'immediato rifinanziando la Cig o la mobilità in deroga, e nella prospettiva di medio termine creando nuovi posti di lavoro legati a nuove iniziative imprenditoriali che puntino a ricercare nuovi segmenti di mercato e a produrre prodotti innovativi e ad alto valore aggiunto".

Cisl Treviso

Ufficio stampa

Federica Baretti

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