CIPE: per il Veneto NO TAV
Ennesima fumata nera per l'Alta Velocità in Veneto. Il CIPE nella sua ultima riunione del 13 maggio scorso ha approvato interventi, progetti e finanziamenti per le infrastrutture pari a 11 miliardi di euro che, per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Mattioli che lo ha presieduto "contribuiranno in modo significativo alla ripresa economica del Paese, intervenendo anche a favore della ripresa occupazionale". Tra le opere finanziate non c'è l'Alta Velocità in Veneto.
"La realizzazione di quella che doveva essere un priorità nazionale, un asse di collegamento prioritario per l'Europa, si trova bloccata da un Cipe NO TAV per il Veneto. Un paradosso incredibile perché l'Alta Velocità ha un senso solo se percorre l'intera Pianura Padana e ci porta fuori dai confini nazionali- è il commento di Franca Porto alla notizia già anticipata nei giorni scorsi dal Giornale di Vicenza- Un altro colpo al futuro della nostra Regione e al suo sviluppo non tanto e non solo perché la realizzazione di quest'opera mette in moto occupazione e lavoro ma soprattutto perché ci rafforzerebbe in alcuni settori economici di rilievo come il turismo e, portando con sé anche l'Alta Capacità, andrebbe a migliorare il trasferimenti delle merci oggi tutto caricato sulla rete autostradale".
Una brutta notizia quindi per il Veneto che si aggiunge a quelle che circolano sulla stampa a proposito di una possibile bocciatura della candidatura di Venezia come sede per le Olimpiadi del 2020. "Noi abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere con forza questa candidatura per i mille risvolti positivi, sia sotto il profilo dello sviluppo economico, degli investimenti, dell'effetto sulla occupazione ma anche per gli aspetti culturali e sociali che una Olimpiade ben gestita può determinare nel territorio che la ospita- ribadisce la segretaria della Cisl del Veneto- Una eventuale bocciatura da parte del Coni sarebbe veramente incomprensibile se il metro di misura è quello della oggettività. Le argomentazioni che abbiamo sentito a nostro sfavore, come quella della inadeguatezza della ospitalità, non stanno poi ne il cielo ne il terra". Domani (19 maggio) si saprà quanto corrispondono al vero le indiscrezioni della stampa