Bortolussi (PD): serve un Veneto diverso
"Il Veneto non ha bisogno di inceneritori e di centrali nucleari. Con la centrale Enel di Porto Tolle siamo vicini all'autosufficienza energetica ed il resto lo possiamo avere con le energie alternative, a cominciare dal fotovoltaico (nel padovano si produce gran parte dei pannelli solari italiani) e poi dalle biomasse (siamo la regione d'Italia più virtuosa nella raccolta differenziata)".
E' cominciata con questi argomenti l'esposizione del programma di governo del Veneto che Giuseppe Bortolussi, candidato al ruolo di presidente della Regione con il Leone di San Marco per vessillo, ha fatto ieri al gruppo dirigente della Cisl del Veneto nell'incontro promosso dalla sua segretaria generale, Franca Porto.
Ed è stata la stessa Porto ha presentare l'ospite e a proporgli le domande sui temi che la Cisl ritiene più interessanti: la qualità del rapporto tra le rappresentanze sociali, a cominciare dal sindacato, ed il governo regionale "non accettiamo di essere convocati a cose fatte, siamo per la concertazione", e poi le politiche per uscire dalla crisi che, oltre agli interventi per contenere il disagio di chi ne viene colpito, devono puntare a rimettere in moto l'economia e lo sviluppo regionale; un nuovo sviluppo che deve essere affiancato da un improcrastinabile nuovo welfare "ad esempio sulla sanità siamo rimasti finora delusi".
"Il Veneto che vedo io- ha detto Bortolussi - è quello che riesce a coniugare la famiglia produttrice con la piccola impresa (che garantisce molta occupazione) ed il territorio dove questa opera. E' un Veneto che punta molto sull'economia dei servizi sfruttando le sue potenzialità: dall'ambiente alla cultura, dalle produzioni di qualità alle energie alternative. Quindi turismo, servizi alla persona, istruzione. Tutte attività che offrono occupazione." Per Bortolussi questo non significa abbandonare il manifatturiero. Servono infrastrutture, sburocratizzazione ed altri interventi per salvare le attività produttive venete la cui crisi, a suo parere, è iniziata ben prima della recessione internazionale "la crisi del Veneto è quella che dal 2002 ci fa crescere la metà delle altre aree forti e con una inflazione doppia".
Stasera sarà la volta di Antonio De Poli.