Bonfanti: dal governo aspettiamo il rispetto degli impegni
"Siamo stati i primi a mettere avanti a tutto l'interesse del Paese, a riconoscere la fase di emergenza che stiamo attraversando con la crisi e a mettere al primo posto l'occupazione e quindi a dare uno stop a tutte le rivendicazioni, pur se sacrosante, di milioni di pensionati, ma ora vogliamo che i patti siano rispettati" così, dopo questa premessa, Bonfanti è andato al cuore del problema "al governo chiediamo solo due cose. La prima è il rispetto dell'accordo con il quale si è impegnato a destinare ai pensionati una parte delle risorse recuperate dall'evasione fiscale e del rientro dei capitale dall'estero per recuperare quello che chiamo "silenzio economico", l'altra è una più forte lotta all'evasione fiscale che non è una mania del sindacato. In un paese in crisi non si può accettare una evasione che ogni anno vale come quattro manovre finanziarie. Non chiediamo quindi cose che, in questa fase, non sono possibili". E cita altri due risorse economiche si cui la FNP chiede la restituzione ai pensionati come quelle relative alla Social Card (un provvedimento che non ci andavano bene e che, come avevano previsto, non ha dato gli effetti previsti) dove una parte dei soldi disponibili non sono stati spese ed i risparmi determinati dall'allungamento della vita lavorativa delle donne che, anche in questo caso, si è concordato che, in parte, andavano messi a disposizione dei pensionati. La strategia della Fnp Bonfanti la spiega in poche parole: "Vogliamo ottenere una riconsiderazione da parte della politica della categoria sociale che rappresentiamo perché nel dibattito politico oggi si parla di tutto ma non degli anziani". Entrando anche nel merito del tema del convegno organizzato dalla FNP del Veneto il segretario generale della Fnp ha ribadito che l'obiettivo che si sta perseguendo è che la Camera dei Deputati metta all'odg la discussione sul disegno di legge per l'istituzione del fondo nazionale per arrivare presto alla sua approvazione, tanto più che una legge quadro nazionale sarebbe anche utile per mandare avanti quella che il Veneto ha recentemente approvato. Tutti obiettivi realistici, per i quali non servono soldi in più, e che rientrano in una precisa strategia d'azione che Bonfanti riassume in poche parole: "Vogliamo ottenere una riconsiderazione da parte della politica della categoria sociale che rappresentiamo perché nel dibattito politico oggi si parla di tutto ma non degli anziani". Il convegno "Nessuno sia lasciato solo", coordinato da Sabrina Dorio, ha trovato nella introduzione di Adolfo Berti, segretario della FNP del Veneto una puntuale esposizione dello stato delle cose sulla legge regionale per la non autosufficienza che è maturata alla fine di un percorso avviato nel 2006 con un primo protocollo d'intesa con la Regione che ha trovato concretizzazione alla fine della scorsa legislatura regionale con la sua approvazione da parte del Consiglio Regionale. "Dopo la pausa elettorale vogliamo riprendere subito il cammino- ha spiegato Berti- per ottenere la applicazione concreta della legge, è quello che si aspettano le persone non autosufficienti e le loro famiglie" che sono, in Veneto, duecentomila di cui 150 mila anziani. "A chiedere i provvedimenti per rendere operative le norma- ha ricordato Berti- non ci sono solo le organizzazioni sindacali dei pensionati ex lavoratori dipendenti, ma anche quelle delle categorie del lavoro autonomo, le associazioni dei disabili e del volontariato". Per Franca Porto all'eccezionale lavoro svolto dalla Fnp, che va mantenuto, deve ora far seguito anche un eccezionale impegno della Cisl del Veneto nei confronti della Regione, Giunta e Consiglio, così come a livello territoriale e comunale l'impegno congiunto delle Unioni e delle Fnp locali. Dalla riorganizzazione del sistema socio-sanitario regionale devono uscire le risorse per finanziare la legge e le politiche sociali dei Comuni vanno indirizzate sulle linee portanti della legge regionale.