Bonanni: abbiamo una proposta seria per il lavoro
Sul tema della riforma del mercato del lavoro il Governo deve trovare le Parti Sociali pronte ad avanzare una proposta concreta, da discutere al tavolo di confronto che il ministro Fornero ha attivato nei giorni scorsi. E’ questa l’idea forte della Cisl che Raffaele Bonanni espone al Consiglio Generale della Cisl del Veneto poco prima di ripartire per Roma dove lo aspetta prima un incontro con Cgil e Uil e poi, insieme a Camusso e Angeletti, con Confindustria.
“Il governo non deve coglierci impreparati e deve trovarci anche uniti”. Una consapevolezza questa che, secondo il leader della Cisl, sembra prevalere in tutti i soggetti interessati, Confindustria compresa. Anche il governo da segnali di disponibilità ad un vero confronto, dopo la falsa partenza della Fornero. Le condizioni sono quindi ideali per un sindacato da trattativa come la Cisl. Due i presupposti per una riforma condivisa: il primo è che “l’articolo 18 non è il fatto risolutore”, l’altro è che “gli ammortizzatori sociali italiani hanno garantito i lavoratori meglio che in tutta Europa”.
Sull’articolo 18 le soluzioni offerte della Cisl sono quelle di un suo mantenimento nell’ambito delle finalità per le quali era stato disposto e cioè quelle di difendere i lavoratori da abusi, ritorsioni e discriminazioni. Diversamente invece dovrebbe essere le tutele nei licenziamenti di natura economica verso i quali si è estesa, per effetto di ripetute sentenze, la copertura dell’articolo 18. In questi casi poi la soluzione della vertenza legale, anche in sede giudiziaria, con la formula del risarcimento economico (al posto del reintegro) è, nei fatti, già praticata.
Al contrario la Cisl, e su questo c’è convergenza, è per l’estensione definitiva della Cig a tutti i lavoratori, con l’obbligo dei versamenti assicurativi per tutte le aziende, di tutti i settori, compreso artigianato e commercio. Responsabilizzando i lavoratori e vincolando l’indennità alla formazione e alla ricollocazione quando vi sia l’opportunità di nuova occupazione. Poi alle agenzie del lavoro interinale il compito di ricollocare al lavoro le persone.
Sulla semplificazione delle tipologie di contratto individuale di lavoro Bonanni muove dalla considerazione che gli obiettivi da perseguire sono due e contestuali: rimuovere le forme contrattuali che sono generatrici di “flessibilità malata” ed incentivare l’occupazione delle fasce deboli: giovani, donne e lavoratori anziani. Nel primo caso la Cisl punta il dito su Cocopro, contratti di compartecipazione, partita IVA individuali, tutte formule che mascherano rapporti di lavoro dipendente. Viceversa vanno potenziati sia l’apprendistato (più incentivi per le imprese, periodo di prova raddoppiato e assunzione certa a tempo indeterminato) che il contratto di inserimento (per donne e lavoratori anziani). Il part time dovrebbe prevedere una versione per gli ultimi anni di lavoro (visto il prolungamento della vita lavorativa) con una integrazione contributiva ai fini previdenziali.
La riforma dovrebbe aprire anche spazi di sperimentazione a livello locale sui quali la Cisl del Veneto dovrà spendere la sua autorevolezza, a questo punto, con la piena “benedizione” del suo Segretario Generale.