Bilancio Regione 2011: rimettere gli 80 mln per i servizi socio- assistenziali

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Domani, 18 febbraio, nella sede Cisl di Via Piave a Mestre si svolgerà la conferenza stampa, indetta dalla Cisl con le federazione dei lavoratori pubblici e dei pensionati, sulla scottante questione delle risorse per i servizi sociali ed assistenziali previste dalla Regione nel suo bilancio di previsione 2011. Le informazioni ricevute nei giorni scorsi hanno messo il sindacato sul piede di guerra e già dalla prossima settimana sono previsti volantinaggi e presidi nei mercati e nelle piazze del Veneto per informare i cittadini sui pesanti tagli che sono stati apportati su questi capitoli.

"Il bilancio 2011 della Regione Veneto, così com'è, non è accettabile- chiarisce Sabrina Dorio che della Cisl è responsabile delle politiche del welfare. in particolare i tagli previsti sulle risorse destinate ai servizi socio-assistenziali. Quelli che riguardano cioè soprattutto anziani non autosufficienti e disabili".

Il taglio più consistente, pari a meno 28 milioni di euro, riguarda i servizi domiciliari. Effetto diretto della manovra finanziaria nazionale e che ha come immediata conseguenza la riduzione dei servizi disponibili.

Poi 19 milioni in meno per i Centri Diurni per i disabili. In questo caso le famiglie dovranno pagarsi i costi per la frequenza oppure rinunciarvi.

"Altra grossa cancellazione - sottolinea Adolfo Berti segretario della Federazione Pensionati, è quella degli 11,5 milioni di euro che la Regione corrispondeva alle Case di Riposo per la cosiddetta quota sanitaria che passerà a carico dell'ospite (o della sua famiglia): dai 20 ai 70 euro al mese. Sempre a scapito degli anziani i tagli dei finanziamenti per il telesoccorso ed altri servizi domiciliari".

"Vogliamo anche ricordare alla Regione- aggiunge Daniele Dal Cortile, a capo della Funzione Pubblica Cisl- riteniamo inderogabile che si arrivi rapidamente ad un piano di programmazione del sistema socio-sanitario regionale che, eliminando sprechi e doppioni, mantenga intatta la qualità dei servizi erogati e la universalità nell'accesso.

" Gli errori compiuti in materia di finanziamento, tramite la leva della fiscalità regionale- chiude  Franca Porto- non possono ricadere in mondo indiscriminato su tutti i veneti, a partire dai più deboli. Il Consiglio e la Giunta Regionale devono ripristinare la risorse necessarie".