Bankitalia misura la ricchezza (metà in abitazioni) delle famiglie: poche hanno tanto.
In tempi di crisi, di manovre sui conti e di tagli alla spesa pubblica, di tasse e di patrimoniali, mini, maxi, palesi o nascoste, conoscere qualcosa di più sulla ricchezza delle famiglie italiane è sempre utile. Al caso provvede il Bollettino Statistico della Banca d’Italia pubblicato oggi “La ricchezza delle famiglie italiane 2010”.
Alla fine del 2010 la ricchezza lorda delle famiglie italiane era pari a circa 9.525 miliardi di euro, corrispondenti a poco meno di 400 mila euro in media per famiglia. Al netto dei debiti scendeva a 8.638 milioni.
Naturalmente la media è quella del pollo e Bankitalia lo spiega con precisione con una tabella sulla distribuzione delle ricchezza netta da cui risulta che, nel 2008 (il dato più aggiornato) il 10% delle famiglie più ricche disponeva del 44,7% del totale della ricchezza mentre la metà delle famiglie, quelle più povere, ne deteneva il 9,8% del totale. Da aggiungere che il 3,2% di tutte le famiglie italiane aveva più debiti che ricchezza.
Da cosa è composta questa ricchezza? In primo luogo da quelle che vengono definite le “attività reali” come le abitazioni, gli oggetti di valore, i fabbricati non residenziali, i terreni ed infine macchinari ed attrezzature. Nel 2010 rappresentavano il 62,2 per cento della ricchezza lorda (poco più di 5.900 milioni). Le attività finanziarie invece (dai soldi nei conti correnti ai titoli pubblici ed azioni) rappresentano il rimanente 37,8%.
Infine i debiti:le passività finanziarie, pari a 887 miliardi di euro, rappresentavano il 9,3 per cento delle attività complessive.
Fra la fine del 2009 e la fine del 2010 la ricchezza netta complessiva a prezzi correnti è rimasta invariata; a prezzi costanti (utilizzando il deflatore dei consumi) si è ridotta nell’ultimo anno dell’1,5 per cento. Dalla fine del 2007, quando l’aggregato ha raggiunto il suo valore massimo, il calo è stato pari al 3,2 per cento.
Alla fine del 2010, la ricchezza in abitazioni detenuta dalle famiglie italiane era stimata in circa 4.950 miliardi di euro. In termini nominali la ricchezza abitativa è aumentata dell’1 per cento rispetto alla fine del 2009 (-0,5 per cento in termini reali).
L’aumento delle attività reali (1,1 per cento) è stato compensato da una diminuzione delle attività finanziarie (0,8 per cento) e da un aumento delle passività (4,2 per cento).
A fine 2010 circa il 35 per cento dell’ammontare dei titoli depositati presso le banche italiane da famiglie residenti era riferito a conti titoli di valore complessivamente inferiore a 50 mila euro; i finanziamenti erogati alle famiglie di importo compreso tra 30 mila e 75 mila euro rappresentavano il 20 per cento circa del totale; quelli compresi fra 75 mila e 250 mila euro erano il 56 mentre il restante 23 per cento era ascrivibile a finanziamenti di importo superiore a 250 mila euro.
Nel confronto internazionale le famiglie italiane mostrano un’elevata ricchezza, pari, nel 2009, a 8,3 volte il reddito disponibile, contro l’8 del Regno Unito, il 7,5 della Francia, il 7 del Giappone, il 5,5 del Canada e il 4,9 degli Stati Uniti.
Esse risultano inoltre relativamente poco indebitate: l’ammontare dei debiti è pari all’82 per cento del reddito disponibile (in Francia e in Germania è di circa il 100 per cento, negli Stati Uniti e in Giappone è del 130 per cento, nel Regno Unito del 170 per cento).
Ricordiamo sempre però che 10 famiglie su 100 hanno in tasca poco meno del 50% della ricchezza nazionale e che quindi l’altra metà della torta se la deve dividere le rimanenti 90 famiglie…
In allegato: Banca d’Italia “La ricchezza delle famiglie italiane 2010. 14 dicembre 2011