Auguri alla Nuova di Venezia e di Mestre
Per i suoi 25 anni di attività il quotidiano La Nuova di Venezia e Mestre (fu fondata nel 1984) ha organizzato Conversazione sull'informazione presso l'Aula Magna dell'Ateneo Veneto in Venezia, incontro a cui hanno partecipato il prof Mario Isnenghi di Cà Foscari, il sindaco Cacciari e il presidente del Gruppo Editoriale L'Espresso, a cui appartiene La Nuova, Carlo De Benedetti. A coordinare le conversazioni, che si sono trasformate subito in una vera ed interessante discussione, il direttore del quotidiano Antonello Francica.
Il prof Isnenghi, nella sua coincisa introduzione, ha ricordato come Venezia avesse avuto, nei suoi tempi migliori fino ad otto quotidiani per poi arrivare ad un solo quotidiano locale, lo storico Il Gazzettino, il cui monopolio, durato per molto tempo, fu rotto proprio da La Nuova, prima solamente "Venezia" e poi diventata "di Venezia e Mestre".
Il sindaco Cacciari ha subito posto al centro del suo ragionamento l'attualità del tema informazione: se esiste o meno oggi, in Italia, una crisi della libertà di stampa. L'idea di Cacciari è quella che piuttosto ci sia una crisi della democrazia e, più precisamente, della rappresentanza democratica sia sotto il profilo della autorevolezza che della legittimità e in questo contesto anche l'informazione e quindi la libertà di stampa è in crisi. Il sindaco di Venezia ha sottolineato come oggi sempre di più il cittadino si sente rappresentato solo se colui che ha votato ed eletto risponde unicamente e completamente ai suoi personali desideri ed interessi e non più a quelli della collettività. Ma anche la stampa ha contribuito a questa involuzione, ha precisato Cacciari riferendosi anche a vicende della sua città, portando in primo piano tutti i lamenti e rinunciando a fare invece opera di reale informazione (e quindi formazione della conoscenza) più accurata ed utile ai cittadini per comprendere i problemi e quindi valutare le scelte.
Dopo avere ricordato i grandi passi in avanti fatti dalla Nuova nella conquista del mercato dei lettori veneziani, Carlo De Benedetti non si è sottratto alle provocazioni di Cacciari (non ho mai trovato nessuno contento dei nostri giornali). Nel merito della libertà di stampa De Benedetti ha ampliato il tema ponendo due domande: esiste la libertà di informazione? Il cittadino ha la possibilità di informarsi? La risposta del presidente del gruppo editoriale che stampa il quotidiano più diffuso in Italia, La Repubblica, ed altri 10 quotidiani collegati (in Veneto, oltre alla Nuova, il Mattino e la Tribuna) è stata inequivocabile: la scarsa libertà di informazione riguarda più la televisione che i giornali. Una conseguenza del fatto che vi è una crisi della democrazia che però esiste solo in Italia, non nel mondo occidentale. De Benedetti ha considerato in parte motivate le critiche di Cacciari affermando che la stampa ha capito e combattuto in ritardo la deriva demagogico-populista in atto nel Paese.
La Nuova ha quindi festeggiato i suoi 25 anni di pubblicazione con un dibattito per nulla formale che ha tenuto alta l'attenzione del pubblico che affollava la sala.
Alla Nuova, al suo direttore e a tutti i suoi collaboratori gli auguri da parte della Cisl del Veneto.