Artigianato Sistema Moda: rinnovato il Contratto Nazionale
E' stato firmato, unitariamente, dopo un'intera giornata di trattativa l'ipotesi di rinnovo del nuovo Ccnl Artigiani per l'area tessile-moda, abbigliamento calzature pelli-cuoio, pulitintorie-lavanderie e occhialeria.
la trattativa aveva preso avvio all'inizio dell'anno con tre distinte piattaforme ma ha visto invece una conclusione unitaria tra le tre organizzazioni sindacali di settore (Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uilta-Uil) e le quattro controparti (Confartigianato, Cna, Casartigiani e Claai).
Il nuovo contratto ha durata triennale e l'aumento medio al 3° livello è di 76 euro erogato in tre tranche così suddivise: 30 euro da dicembre 2010, 20 euro da settembre 2011, e 26 euro da giugno 2012.
A copertura del periodo di carenza viene riconosciuta "una tantum" di 110 euro di cui 55 a marzo 2011 e 55 euro a marzo 2012.
Gli elementi salienti del contratto riguardano la bilateralità, la malattia e l'apprendistato, l'informazione sindacale e la flessibilità.
Sulla bilateralità: le aziende che non aderiscono all'ente bilaterale dovranno aumentare la busta paga di 25 euro al mese; viene attivato un Fondo Nazionale Sanitario avente natura intercategoriale, a cui si aderirà con una quota di 10,42 euro, per ogni lavoratore, a carico dell'azienda.
Sulla malattia viene aumentato del periodo di conservazione del posto mentre per l'apprendistato è stata concordata una riduzione di sei mesi della sua durata quando di tipo professionalizzante per i giovani diplomati e laureati.
A tutti i lavoratori sarà consegnata gratuitamente una copia del contratto nazionale di lavoro, i costi dell'operazione sono a carico delle aziende che vi contribuiranno con un contributo di 12 euro per lavoratore dipendente.
La flessibilità dell'orario di lavoro viene innalzata da 96 a 100 le ore annue.
"La positività di questo contratto, oltre che nei suoi contenuti- ha commentato Carlo Nicolli, responsabile per la Femca Cisl del Veneto del settore artigianato- sta nel fatto che sia stato rinnovato in un contesto di crisi fortissima del settore. In Veneto da una risposta a circa 30 mila lavoratori, il 15 % degli occupati a livello nazionale".