Aprilia: con la solidarietà si paga il mutuo
E' partito da qualche giorno il Contratto di Solidarietà alla Aprilia di Scorzè (Ve) dove trovano occupazione poco meno di 400 lavoratori, in gran parte giovani, per la metà donne, quasi tutti operai e pochissimi immigrati.
Dopo la pesante crisi finanziaria del 2003/2004, quando la vecchia proprietà (Beggio) lasciò il passo al gruppo Piaggio, ai lavoratori di questo stabilimento dell'Aprilia è tornata infatti a farsi sentire la preoccupazione per il posto di lavoro.
La recessione internazionale ha colpito anche i consumi di scooter e delle motociclette e l'azienda, quale leader mondiale nel settore, ne ha risentito immediatamente. Da novembre 2008 è partito il ricorso alla Cig ordinaria, settimana dopo settimana, fino allo scorso mese di gennaio. Poi, alla fine del mese, l'accordo con la direzione: nel 2010 la crisi si affronta con un contratto di solidarietà che coinvolge 386 dipendenti su 393.
Un risultato che ha dato grande soddisfazione alla Fim di Venezia anche perchè, come ci ricorda Michele Zanocco, ora segretario regionale della federazione, è stato il primo CdS nella metalmeccanica veneziana.
Con lui andiamo a trovare Rossella Sbrogiò, Tania Mattiuzzi, Gianluca Billi, Pasquale Di Cresce, Mario Sarnelli e Diego Zanella, tutti RSU della Fim Cisl, e con loro facciamo il punto della situazione in fabbrica. Sono sorridenti e si spiegano con poche parole "in fabbrica abbiamo messo a confronto i danni alla busta paga subiti con la Cig ordinaria a zero ore per intere settimane e quanto invece si percepirà con il contratto di solidarietà: solo il 10% in meno che tradotto nel concreto significa che, in media, si passa da 1.200 euro netti al mese a 1.100, esclusi gli eventuali assegni famigliari. Proseguono i rappresentanti della Cisl sottolineando che "siamo tutti al lavoro, tutti i giorni, nessuno è rimasto escluso e messo fuori dalla fabbrica, operaio o impiegato; anche questi sono fatti positivi, che rendono più accettabile questo passaggio della crisi".
Il contratto prevede infatti che a tutti i lavoratori vengano garantite almeno 20 ore di lavoro settimanali (viene così garantito anche il servizio mensa), poi alla fine di ogni mese si fa il punto della situazione e si programma il mese successivo. Ogni mercoledì poi si verifica l'attività della settimana. Flessibilità e sicurezza, solidarietà e solidità.
"La nostra azienda è caratterizzata da una elevata partecipazione alla vita sindacale, 3 lavoratori su 4 hanno la tessera sindacale in tasca, e nelle assemblee di ratifica dell'accordo per il contratto di solidarietà - racconta il quintetto fimmino - hanno partecipato tutti i lavoratori e abbiamo avuto in sede di votazione 1 astenuto e 2 contrari. Anche la preoccupazione per il posto di lavoro non è più così pressante. Siamo tutti in fabbrica, tutti i giorni e sappiamo che il CdS puo eventualmente tutelarci anche nel 2011". In effetti l'accordo con l'azienda comprende anche una parte dedicata al progetto industriale di rilancio produttivo con la conferma del mantenimento della produzione di scooter (assemblaggio, controllo qualità, magazzino e spedizione) a Scorzè.
E' Diego Zanella che esprime il pensiero dei lavoratori di Scorzè riportando una frase emblematica: (con questo contratto) il mutuo sulla casa lo possiamo pagare".