Anastasia (Veneto Lavoro): la crisi colpisce forte il lavoro

vl120x120

Il dott. Bruno Anastasia è "l'uomo dei numeri" quando si parla di lavoro ed occupazione in Veneto. Da anni infatti è responsabile dell'Osservatorio sul Mercato del Lavoro per Veneto Lavoro. Nei giorni scorsi ha presentato due Rapporti statistici: quello sugli immigrati in Veneto e quello sul Mercato del Lavoro. A lui abbiamo posto alcune domande sugli effetti della crisi nel mercato del lavoro nella nostra Regione.

Come valuta l'impatto della crisi internazionale nel mercato del lavoro in Veneto? E' corretto parlare de "la svolta di ottobre (2008)"?

La recessione internazionale sta avendo un impatto notevole sul mercato del lavoro veneto. Come abbiamo documentato nel Rapporto la contrazione nell'ambito del lavoro dipendente è già notevole: a maggio 2009 rispetto a maggio 2008 abbiamo evidenziato un calo di circa 80.000 dipendenti. Corrisponderebbe ad un - 5%. Si tratta di dati provvisori, suscettibili di qualche variazione e di qualche aggiustamento, ma il segnale ci sembra sufficientemente preciso e inequivocabile. Ci dice che la crisi si è trasmessa velocemente dalle variabili economiche (produzione, fatturato) agli aggregati del mercato del lavoro.

Dalle vostre elaborazioni la crisi ha colpito im modo differente il mercato del lavoro forte (occupati nelle grandi aziende, lavoratori a tempo indeterminato, ecc.)  da quello precario o debole ( occupati piccole aziende, lavoratori con contratti a tempo determinato, co co pro, lavoratori immigrati, ecc.) . Il lavoro c.d.  flessibile si è dimostrato più resistente agli effetti sull'occupazione della crisi o il contrario?

Le contrazioni occupazionali hanno interessato in un  primo momento (quarto trimestre 2008) soprattutto il lavoro temporaneo (e tra esso soprattutto il lavoro somministrato), che ha fatto registrato un'immediata caduta. Nel corso dei primi mesi di quest'anno ha assunto progressivo spessore anche la contrazione dei contratti a tempo indeterminato, determinata sia dalla crescita dei licenziamenti individuali nelle piccole imprese sia dalla generale caduta, che ha coinvolto più o meno tutte le imprese, dei rimpiazzi per turn over. Nelle medio-grandi imprese in questa fase l'occupazione è "salvata" dalla ricorso alla cassa integrazione.

Per i dati in vostro possesso la coperta degli ammortizzatori sociali, compresi quelli in deroga, copre sufficientemente i lavoratori che hanno perso il lavoro (sospesi o licenziati)?

La coperta degli ammortizzatori sociali in questo momento è sufficientemente estesa per quanto riguarda i sospesi: gli interventi derogatori hanno ampliato di molto la platea degli ammissibili.
Diverso è il caso dei licenziati o di quanti finiscono rapporti di lavoro a termine: i diversi requisiti di storia lavorativa richiesta - in ordine all'accesso alle varie indennità (mobilità, disoccupazione ordinaria o requisiti ridotti) - generano una selezione che penalizza, non sempre in modo razionale, i giovani presenti nel mercato del lavoro  da meno di due anni o con percorsi più discontinui.

L'osservazione di un mercato del lavoro è tanto più realistica tanto più numerosi, aggiornati e precisi sono i punti di osservazione.  Da questo punto di vista come siamo presi in Veneto?

Direi abbastanza bene, comparativamente al resto d'Italia, grazie soprattutto all'impegno profuso da diversi soggetti - tra cui Veneto Lavoro - in relazione alla valorizzazione delle basi dati amministrative. Ma si può ancora migliorare. Sia nella produzione, sia nella divulgazione e nella comprensione a livello diffuso di ciò che i dati ci dicono: che non sempre è immediatamente chiaro e comprensibile. Anche i numeri, per essere capiti sul serio e non stra-capiti, richiedono un certo sforzo e un po' di impegno. Che non tutti, purtroppo, sono disposti a dare, preferendo la scorciatoia degli slogan e delle ultra-sintesi.

Venezia- Mestre 7 luglio 2009

Vedi anche...