Ammortizzatori: tanti in catalogo, ma non per tutti

industria-tessile

Sono 17 gli ammortizzatori sociali che intervengono ad integrare o a sostituire il salario dei lavoratori che sono sospesi dal lavoro o che lo hanno perso. A tanto ammonta il "catalogo degli ammortizzatori attivi in Veneto" che l'Ufficio Studi della Cisl del Veneto, in collaborazione con il Dipartimento Mercato del Lavoro, ha censito in una sintetica indagine conoscitiva su questa parte del welfare per il lavoro così importante in questa fase di crisi del lavoro.
La ricerca punta da dare risposta a tre domande fondamentali: quanti e quali sono gli ammortizzatori disponibili per i lavoratori attivi o disoccupati in Veneto, quante sono e come sono articolate le condizioni per accedervi, nel 2009 quanto hanno dato in termini di reddito diretto ed indiretto ai lavoratori coinvolti?
La maggioranza degli ammortizzatori (14) ha carattere e normativa nazionale mentre per i tre rimanenti la regolamentazione è regionale.
Alla integrazione del salario per chi è sospeso dal lavoro sono dedicati 8 ammortizzatori di cui uno, il contributo di solidarietà per le piccole aziende che applicano un Contratto di Solidarietà, anche se in vigore dal 1993 e recentemente allargato a tutti i settori, non è mai stato utilizzato. In gran uso invece i 6 tipi diversi di Cassa Integrazione e la "indennità di disoccupazione per sospesi" un stridente ossimoro che nel suo strepitio richiama l'urgenza di una riforma del sistema.
Sostanzialmente della stessa dimensione quantitativa (9 tipi diversi) la parte del catalogo dedicata a chi invece ha perso il lavoro dove, accanto alle indennità nazionali si collocano due sostegni regionali: la mobilità in deroga e l'una tantum per i cocopro veneti.
L'accesso a questo ampio catalogo di interventi a sostegno del reddito è regolato da una ampia quantità di condizioni e requisiti oggettivi e soggettivi che peraltro si intrecciano, si mixano, tra di loro generando una vastissima casistica (a cui si aggiungono le più svariate eccezioni).
L'analisi della Cisl ne evidenzia, solo nel caso delle "oggettive" ben 26 di diverse, dalle dimensioni dell'azienda alle tipologie del rapporto di lavoro. Senza contare poi i requisiti soggettivi dove si articolano fasce di età, anzianità di lavoro, quantità di contributi per citare solo i principali.
Infine gli effetti economici. Nel annus horribilis della crisi, il 2009, gli ammortizzatori hanno riversato nelle tasche dei lavoratori del Veneto oltre un miliardi di euro, cifra che raddoppia se si mette nel conto anche gli accrediti presso il sistema previdenziale e gli assegni famigliari. Una analoga ricerca di Veneto Lavoro conferma l'importo complessivo che ha rappresentato l'1,5% del Pil regionale (il doppio rispetto all'anno precedente).
Nonostante l'imponenza delle risorse e la varietà degli strumenti non sono pochi i lavoratori che, con la crisi, stanno passando la linea gialla che segna il confine con la povertà. Il crollo delle assunzioni (il saldo 2009 segna un negativo di 52.500 cessazioni in più) sta rendendo molto difficile la ricollocazione al lavoro di coloro che l'hanno perso (per Veneto Lavoro le tre categorie più colpite sono i maschi, i giovani, gli immigrati) e conseguentemente aumenta progressivamente il numero dei disoccupati che escono dalla copertura temporale della indennità di disoccupazione senza trovare nuova occupazione. A queste persone si affiancano quelle che non hanno, per condizione oggettiva o requisito soggettivo, diritto ad alcun ammortizzatore. La stessa mobilità in deroga, a causa delle rigidità nella applicazione della deroga, ha finora avuto effetti modesti. In tutti i casi, nelle conclusioni della ricerca, si precisa che, nonostante la valanga di dati disponibili nelle diverse banche dati informatiche, le informazioni aggiornate su questi lavoratori esposti alla crisi mancano del tutto o sono insufficienti a comprendere la dimensione e le sue caratteristiche rendendo così più difficile realizzare efficaci interventi di tutela.

In allegato
Usr Cisl Veneto. Ammortizzatori sociali. Il catalogo veneto. 17 febbraio 2010