Ammortizzatori in deroga: ripartite le risorse e altre regole di accesso

E' fresco di stampa il decreto ministeriale che ripartisce tra le Regioni, 674 milioni di euro destinati agli ammortizzatori in deroga: al Veneto ne spettano 50 che fanno seguito ai 10 già erogati come anticipo sui 120 resi disponibili a livello nazionale. Il Decreto destina anche ulteriori 30 milioni di euro alla Regione Abruzzo, per il pagamento degli ammortizzatori in deroga a favore dei lavoratori delle aree del sisma del 6 aprile scorso.

Nel disposto si prevede che il numero dei lavoratori destinatari, la durata dei trattamenti ed il riparto delle risorse tra le diverse situazioni di crisi occupazionale vengano definiti negli accordi quadro da stipularsi tra le Regioni e la parti sociali, cosa che il Veneto ha già fatto, con largo anticipo, lo scorso 5 febbraio.

" Sulle misure di finanziamento e regolazione degli ammortizzatori sociali in deroga - precisa Giulio Fortuni, della segreteria della Cisl Veneto - possiamo riassumere la situazione in questo modo: il governo ha reso disponibili la metà della somma (120 milioni di euro) che abbiamo preventivato di dover spendere nella nostra regione per sostenere il reddito dei lavoratori colpiti dalla crisi (licenziati o sospesi dal lavoro) e che beneficiano dei normali ammortizzatori sociali. I dati aggiornati sui costi ad oggi sostenuti (vedi tabella domande Cig in deroga) confermano la validità della richiesta. Le risorse che ci sono state assegnate vanno quindi bene e ora attendiamo gli altri 60 milioni di euro." A queste somme vanno aggiunte le quote a carico della Regione Veneto per circa 25 milioni di euro.

Per la Cisl del Veneto le regole di accesso alla mobilità in deroga (per chi ha perso il posto di lavoro) e alla Cig speciale, sempre in deroga, previste dalle circolari emesse nei giorni scorsi dall'Inps vanno ulteriormente precisate per meglio adattarle a quanto la Regione Veneto e le Parti Sociali hanno già concordato e messo per iscritto nell'accordo del 5 febbraio scorso.
In particolare la questione riguarda i requisiti di accesso alla mobilità in deroga che nell'accordo del 5 febbraio sono quelli dei 3 mesi di anzianità (nel lavoro), mentre nella circolare Inps n.75 si indicano come necessari 12 mesi di anzianità: una barriera che esclude moltissimi giovani lavoratori.

"La crisi non da segni di tregua- sottolinea Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto- la conferma ce l'abbiamo ogni giorno dal lavoro dei nostri operatori sindacali. Tutelare l'occupazione, sostenere i redditi di lavoro e aiutare le aziende a superare la crisi è ancora un imperativo assoluto a cui devono seguire fatti concreti".

Allegato:

Decreto Ministeriale ripartizione risorse ammortizzatori sociali (in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale)

Inps,. circolare n.75 del 29 maggio 2009

Cisl, commento DM ripartizione risorse e circolare Inps n.75