Ammortizzatori in deroga: Veneto a secco
Amara sorpresa ieri sera per i rappresentanti delle Parti Sociali, sindacati ed imprese, impegnati nella riunione, con i dirigenti della Regione Veneto, della Commissione di concertazione per discutere di un aggiornamento delle misure anticrisi previste nell'accordo del febbraio 2009. "Quello del 2009 è stato un buon accordo - chiarisce Giulio Fortuni, segretario Cisl Veneto - che ci ha permesso di gestire al meglio e con misure sufficienti i primi due anni della crisi. Ma queste misure risultano ora superate dalla evoluzione della crisi stessa, a cominciare dalla cronicizzazione della disoccupazione, dalla mancanza di sbocchi lavorativi per i giovani e una riduzione del ricorso alla Cig, e quindi volevamo avviare la discussione per fare un nuovo accordo in grado di accompagnarci in questa nuova fase" .
Questo, il primo punto all'ordine del giorno, che è stato immediatamente accantonato di fronte dall'imprevista emergenza: "ci è stato comunicato-prosegue Fortuni- che è stato sospeso lo sportello telematico per l'inoltro delle domande di Cig perché non ci sono a bilancio (e tantomeno in cassa) i soldi per autorizzare nuove domande di Cig in deroga! ".
Le premesse di questo improvviso stop sono diverse. Da una parte i vincoli di bilancio imposti dal governo nazionale (patto di stabilità) per cui non si può disporre delle somme assegnate lo scorso anno per gli ammortizzatori e non spese, i ritardi con cui si sono messi in itinere i progetti regionali per ottenere i fondi europei (fondi Fondo Sociale Europeo) disponibili a questo scopo ed infine la maggiore quota di compartecipazione ai costi degli ammortizzatori a carico delle regioni che per il 2011 sale dal 30 al 40% del totale delle risorse. La Giunta regionale poi non ha ancora assegnato le risorse ai diversi centri di spesa.
Immediata la reazione della delegazione sindacale, per la Cisl oltre a Fortuni anche il segretario Cecchetto, che ha espresso fortissima preoccupazione per questa situazione che scarica sulle piccole aziende in crisi e quindi sui lavoratori sospesi dal lavoro i problemi della integrazione del salario. "Non vogliamo fare dell'inutile e controproducente allarmismo - precisa Cecchetto- ma la Regione deve muoversi rapidamente e recuperare e mettere a bilancio le risorse necessarie per andare avanti riducendo al minimo questa situazione di limbo". Per domani, giovedì, la segretaria Franca Porto ha convocato il vertice della Cisl veneta "i conti non tornano e non solo per questo aspetto specifico degli ammortizzatori ma anche su quello delle politiche per lo sviluppo. Il Tavolo regionale è fermo".