Amianto, una storia non conclusa

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La vicenda dell'amianto non è ancora conclusa. In primo luogo perché gli effetti sulla salute di chi vi è stato esposto sia direttamente (i lavoratori che lo producevano e quelli che lo utilizzavano) che indirettamente (ad esempio le mogli che lavavano gli indumenti di lavoro dei mariti esposti) non sono finiti, anzi, la punta massima in termini di malattie dovute a questo materiale è attesa nei prossimi anni. Ma anche perché i lavori di bonifica non si sono conclusi e ci sono ancora centinaia di lavoratori che vi sono occupati.
E' questo il panorama della questione amianto che Giuseppe D'Ercole, che ha anni si occupa di questa problematica per la Cisl nazionale, un vero e proprio esperto in materia, ha tracciato nell'incontro che si è svolto oggi a Mestre e che è stato promosso dalla Cisl e dall'Inas del Veneto.
L'impegno del sindacato e degli organi di vigilanza sanitaria deve pertanto essere rivolto - ha precisato Maurizio Cecchetto della Cisl del Veneto- su questi due aspetti operando da una parte verso gli ex esposti a cui vanno date del giuste informazioni sulle opportunità garantite dal piano di sorveglianza che la Regione Veneto ha attivato, e dall'altra esercitando la massima attenzione e controllo nei confronti delle imprese e dei lavoratori che operano nel campo delle bonificazioni, dalla rimozione allo smaltimento di questo materiale che ha fatto già migliaia di morti".
Va da se che si deve garantire tutela ed assistenza alle vittime dell'amianto e alle loro famiglie.
Un impegno che non sempre riesce facile in quanto l'esposizione all'amianto non è solo collegata ai lavori in cui lo si impiegava in quantità più o meno grandi, ma anche alle attività nelle quali se ne viene a contatto, come è il caso ad esempio, dei lavoratori edili che fanno demolizioni di edifici costruiti con largo uso di questo materiale.
Il dott. Magarotto dello Spisal di Venezia con i suoi collaboratori ha fatto il punto sia sulle malattie causate dall'esposizione all'amianto, delle loro caratteristiche (scoppiano dopo decenni dall'esposizione) e della loro evoluzione che sull'opera di prevenzione e sorveglianza svolta nel territorio veneziano.
Stefano Boscarin responsabile regionale dell'Inas ha presentato il protocollo che la Regione Veneto ha sottoscritto con i patronati sindacali. In base a questo protocollo il singolo lavoratore può richiedere, tramite il patronato, un accertamento medico allo Spisal che lo svolgerà in forma gratuita e che, nel caso venga riscontrata una malattia professionale dovuta all'amianto, provvederà a farne denuncia agli organi competenti mentre il patronato attiverà le procedure di tutela sociale dell'interessato.
Il protocollo prevede anche un continuo monitoraggio sulle pratiche e la ricostruzione degli elenchi degli ex esposti.