Al via i progetti Inas-Filca Cisl
Il patronato INAS e la Filca, Federazione delle Costruzioni della Cisl, hanno stretto un accordo di collaborazione in Veneto che prevede la realizzazione di due distinti progetti di sicurezza sociale tra i lavoratori dei comparti delle costruzioni (edili, lapidei, legno e arredo, cementieri, ecc.).
Il primo riguarda la prevenzione e la tutela delle malattie professionali, il secondo la tutela previdenziale degli ultra cinquantenni.
Dell'accordo e dei progetti ne abbiamo parlato con Paolo Bizzotto, segretario organizzativo della Filca Cisl del Veneto.
Il progetto sulle malattie professionali prevede la realizzazione di uno studio in ogni provincia del Veneto del settore più esposto a rischio di malattia professionale e la creazione di una banca dati. Cosa approfondiranno questi studi e quali informazioni conterranno le banche dati?
L'obiettivo di questi progetti è quello di fare una indagine conoscitiva sulle malattie professionali che sono presenti in modo più o meno diffuso tra i lavoratori del nostro settore.
In una prima fase di sperimentazione, saranno individuati nelle rispettive aree provinciali, insediamenti produttivi più a rischio e su questi saranno svolti degli studi sui sistemi produttivi, saranno individuati i rischi di malattie professionali. A ciò seguirà anche l'intervento di tutela dei soggetti ammalati.
Il monitoraggio successivo costituirà una banca dati che permetterà di controllare costantemente l'evolversi delle malattie ma anche un precedente per chi dovesse essere impiegato nelle attività e nelle aziende interessate.
Come farete ad individuare i settori più a rischio e le aziende (se ne prevede due per settore) nei confronti dei cui dipendenti verranno realizzate le azioni previste dal progetto?
Ci sarà un lavoro di preparazione per scegliere le realtà "campione" che serviranno poi, finita la fase di sperimentazione, a determinare un sistema strutturato di assistenza ai lavoratori iscritti alla Filca Cisl, i soli ai quali è rivolta l'attività prevista negli accordi.
Un lavoro sinergico e di collaborazione tra noi ed il patronato INAS in ogni provincia e che vedrà necessariamente il coinvolgimento e la partecipazione di RSU ed RLS.
Dalle informazioni già in possesso della Filca veneta quali sono le malattie professionali più diffuse nei comparti di lavoro sui quali operate e che consistenza quantitativa hanno?
Malattie che colpiscono l'apparato uditivo e respiratorio, esposizione a sostanze tossiche e cancerogene, malattie che per l'uso della forza colpiscono schiena, mani, braccia, polsi e gomiti, malattie che colpiscono l'apparato scheletrico e cutaneo. Stiamo parlando di dermatiti, silice, polveri sottili, sordità, vibrazioni, vernici. ecc.
Nel corso di un incontro, organizzato la scorsa settimana dalla Cisl veneta, sulla questione amianto è emerso che tra i lavoratori che ancora oggi sono esposti a questo materiale ci sono quelli che operano nelle demolizioni degli edifici dove si è usato a profusione l'amianto. Il progetto prevede iniziative specifiche anche per questi casi?
I dati rilevati dallo Spisal sostengono che il problema dell'amianto non si è fermato agli ex-esposti, come inizialmente si poteva pensare, ma interessa anche oggi, in particolar modo gli edili perché i primi ad intervenire nelle opere di bonifica e di restauro.
La diffusione delle "buone pratiche" per prevenire e limitare i danni provocabili dall'amianto, dovrà vedere impegnati tutti i soggetti dell'edilizia (Enti Bilaterali,Istituzioni, Istituti di Vigilanza e di Controllo) con vere e proprie campagne di formazione ed informazione tra tutti i lavoratori esposti a tale rischio.
Veniamo al progetto sulla tutela previdenziale. Esso si rivolge ai lavoratori più vicini, come età, al pensionamento. Ritenete che non abbiamo ancora una sufficiente informazione sul che fare?
Non si tratta solo di informare i nostri iscritti (e chi vuole diventarlo) del servizio: a seguito delle diverse riforme, parziali o totali, della previdenza serve molta competenza per consigliare la scelta migliore ai lavoratori che devono pensionarsi.
Per noi è anche importare dimostrare, anche in questo caso, ai nostri iscritti che la Cisl, oltre ad essere attiva in fabbrica o in cantiere, offre ad ognuno di loro un servizio di qualità con il patronato Inas. Un modo quindi per far conoscere meglio il sistema Cisl che ha cura dell'iscritto e della sua famiglia.
La Filca del Veneto è tradizionalmente attenta ai problemi del singolo lavoratore. Per le conoscenze che avete acquisito grazie a questa caratteristica della vostra azione sindacale quali sono i principali problemi previdenziali che hanno i lavoratori da voi tutelati?
Per primo, chiesto a gran voce dai lavoratori edili ma estendibile anche in altre attività del settore delle costruzioni, è di poter beneficiare degli abbuoni previdenziali previsti per i lavori usuranti.
Poi si chiede che il lavoro nelle costruzioni sia riconosciuto come pesante e faticoso: spesso malattie non riconosciute come malattie professionali costringono il lavoratore a superare il periodo di comporto malattia con la conseguente perdita del posto di lavoro.
C'è anche il tema dei vuoti contributivi conseguenti al lavoro nero, troppo spesso unica possibilità offerta a lavoratori disoccupati, e a questo si accompagna anche l'uso distorto del part time.
A tutto questo aggiungiamo infine anche il problema dei lavoratori migranti che chiedono il ricongiungimento dei contributi con i periodi di lavoro nei Paesi di provenienza.