Agroalimentare veneto: occupazione in (leggera) crescita

lavoro-agricolo

La Fai Cisl del  Veneto ha dedicato la sessione del suo Consiglio Regionale che si è svolta oggi, 16 maggio, al tema dell'occupazione nel settore dell'agroindustria e dell'agricoltura in Veneto. "Abbiamo voluto approfondire questo tema- spiega il segretario Onofrio Rota- per capire quale è stato l'impatto della crisi sul lavoro in questi due comparti e per questo motivo abbiamo chiesto un contributo agli esperti di Veneto Lavoro". E' toccato quindi a Letizia Bertazzon, ricercatrice che opera nell'ambito dell'Osservatorio del Mercato del Lavoro dell'agenzia regionale, presentare una sintesi della più vasta ricerca, da poco pubblicata, sul lavoro in agricoltura in Veneto.

Quattro le caratteristiche dell'agroalimentare: è un settore anticiclico (in controtendenza rispetto alla crisi), con una occupazione a marcata stagionalità (elevato ricorso al lavoro temporaneo) e tra i lavoratori dipendenti vi è una forte e strutturata presenza di immigrati.

Così se nel Veneto la crisi ha fatto perdere tra il 2008 ed il 2010 circa 70 mila posti di lavoro, nell'industria alimentare il saldo assunzioni/cessazioni del lavoro dipendente è in positivo di 400 unità. I lavoratori sono in prevalenza donne : il 56% (nel 2010) che diventa 60% nei picchi di stagionalità (settembre, ottobre, gennaio). Straniero è un lavoratore su 4 (in crescita in questi ultimi tre anni). Le assunzioni nel 2010 sono state fatte per quasi metà dei casi (46%) in provincia di Verona che si conferma la capitale veneta del settore e, diversamente dalle altre, con una fortissima stagionalità. Nelle aziende agroindustriale la maggioranza delle assunzioni avviene con contratto a termine (80%, percentuale in crescita negli ultimi 3 anni) ma le trasformazioni in contratto a tempo indeterminato sono elevate e fanno si che il saldo delle posizioni fisse sia in positivo.

Nell'agricoltura il Veneto si conferma ancora terra di piccole aziende a conduzione diretta (65% degli occupati). Ciò non toglie che negli ultimi anni siano cresciute le assunzioni di lavoratori dipendenti, specie stagionali, in sostituzione di collaboratori famigliari. L'agricoltura veneta muove ogni anno 50 mila assunzioni (8% di tutte le assunzioni) che, per il 95% dei casi, sono a tempo determinato e per il 50% riguardano stranieri (in crescita nel periodo 2008-2010). La stagionalità nelle campagne venete si concentra nei mesi di agosto e settembre (raccolta della frutta) e determina picchi elevatissimi di occupazione dipendente (al netto dei vaucher): 10mila temporanei a gennaio, 26 mila a settembre. Anche in questo caso le giornate lavorate sono cresciute. Gli stranieri nei mesi di aprile e maggio sono l'80% delle assunzioni temporanee. Sette su dieci sono nelle campagne veronesi.

L'agricoltura veneta si conferma infine come la più grande utilizzatrice di vaucher (50%) in una regione che è la prima d'Italia per il ricorso al cosiddetto lavoro occasione accessorio (2,3 milioni di vaucher venduti a fine marzo 2011). Quanto contano sul totale del lavoro nel settore? Secondo le stime dei ricercatori di Veneto Lavoro sono il 3% delle giornate lavorate a tempo determinato in tutta la regione, l'8% nel trevigiano.

Sul lavoro nell'agroindustria veneta cislveneto.it dedicherà nelle prossime settimane uno specifico approfondimento con analisi, tabelle dati ed interviste.

Agroalimentare veneto: occupazione in (leggera) crescita

lavoro-agricolo

fai-cisl-16-5-11-legnaro10

fai-cisl-16-5-11-legnaro01

fai-cisl-16-5-11-legnaro02

fai-cisl-16-5-11-legnaro03

Vedi anche...