Agenda digitale europea, alias Carneade

Agenda digitale europea, alias Carneade

L’articolo 49 del decreto sulla semplificazione predisposto dal Governo Monti porta il titolo di Agenda digitale italiana. Non è un titolo di fantasia ma fa riferimento diretto a quello del progetto della Unione Europea varato nel 2010.
Nel nostra Paese l’Agenda digitale è forse, tra le iniziative dell’Unione Europea, la più sconosciuta.  
Eppure, tra i tanti ritardi che ci portiamo appresso rispetto alla tabella di marcia dell’Unione, quello a cui l’Agenda propone rimedio è tra i più penalizzanti sul versante della crescita. Il “digitale” sostenuto della Commissione Europea ha poco a che fare con la televisione digitale terrestre, i decoder e via di seguito. E’ infatti una delle sette “iniziative faro” della strategia Europa 2020. L’Agenda si propone infatti di sfruttare il meglio le tecnologie dell’informazione della comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e quindi il progresso. Il tutto facendo del territorio della Unione Europea un’unica area di comunicazione, connessa in via telematica (internet veloce e superveloce, accessibile a tutti), con centri di ricerca comuni capaci di produrre innovazioni in questo campo, con servizi on line standard.
Uno dei suoi capitoli più interessanti è quello che prevede la realizzazione di un mercato digitale unico, utile anche ad agevolare le fatturazioni ed i pagamenti elettronici. Le ricerche effettuate in questo campo hanno rilevato un mancanza di fiducia degli utenti verso questo tipo di documenti ritenuti poco sicuri e poco protetti sotto il profilo della riservatezza. Altro aspetto che l’Agenda vuole sviluppare è quello della lotta alla criminalità informatica, la pornografia infantile (che cresce in internet) e al non rispetto della riservatezza dei dati personali. Per favorire l’uso delle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) la Commissione Europea ha proposto di inserire la alfabetizzazione e le competenze digitali tra le priorità del Fondo Sociale Europeo.
Il decreto sulla semplificazione pone la sua attenzione alle tecnologie digitali quale strumento per modernizzare i rapporti tra la Pubblica Amministrazione, i cittadini e le imprese. La strategia che si intende perseguire è a tutto tondo: più servizi digitali disponibili, rete di banda larga per farli correre, incentivi a cittadini ed imprese per il loro utilizzo, promozione delle capacità industriali che possono sviluppare prodotti e servizi innovativi.
Scuola, università ed il loro Ministero sono i primi soggetti a cui l’agenda di Monti si rivolge.
Agenda Digitale Europea. Sintesi e testo completo della Iniziativa. Commissione Europea.

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