APE Sociale e Pensioni Precoci al via anche in Veneto

Lunedì, 19 giugno 2017

Sito Inps bloccato per un’ora, sedi dei patronati affollate dai lavoratori interessati, sindacati che sollecitano l'emanazione dei decreti che completano l’accordo sulle pensioni siglato con in governo lo scorso 22 settembre.

E’ cominciato così, stamattina presto, il D-Day dell’APE Social e della pensione anticipata per i lavoratori precoci, complice il ritardo con cui il Decreto del Presidente del Consiglio che regolamenta i due istituti (per mancanza di copertura finanziaria delle ultime modifiche) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (venerdì sera) e nonostante la stupefacente velocità con cui l’Inps ha emesso la circolare operativa (sabato mattina). “Già a metà mattinata – precisa Stefano Boscarin, responsabile regionale del Patronato Inas Cisl- oltre 250 persone si sono presentate ai nostri sportelli mentre già altre mille si sono già prenotate nelle scorse settimane per un appuntamento. Il fatto è che le domande, per avere dall’Inps la conferma del diritto, vanno presentate entro il prossimo 15 luglio. I ritardatari possono presentarla anche dopo, entro il 30 novembre, ma potranno beneficiare della indennità di APE Social o della pensione per i precoci solo se rimarranno fondi disponibili”.

Il Segretario Rota aggiunge ulteriori considerazioni “Finalmente anche questa parte dell’accordo sulle pensioni del 22 settembre scorso, rilevante sotto il profilo sociale, è andata in porto. Ne potrebbero beneficiare dai 6 agli 8mila lavoratori veneti. Un numero consistente se si tiene conto che negli ultimi anni il numero dei pensionamenti in Veneto sono stati sulla media, calante, dei 25 mila tra trattamenti di vecchiaia e anzianità. Dobbiamo anche smontare le numerose fake info che sono girate: l’APE Social è una indennità che anticipa la pensione e non va restituita. Viene infatti pagata con la fiscalità generale”.

Rota però apre un altro fronte “Il governo deve produrre rapidamente anche i decreti attuativi per l’APE volontaria e la RITA, l’anticipo pensionistico con i Fondi Pensione. Con questi due strumenti possiamo avviare un robusto ringiovanimento del lavoro favorendo il ricambio generazionale. Come Cisl pensiamo che utilizzando la bilateralità e la contrattazione aziendale e territoriale, si possano incentivare sia i lavoratori che le imprese a percorsi di sostituzione anziani-giovani sul posto di lavoro”.