60° CISL a Montebelluna con Bonanni

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Ci sarà il segretario nazionale Raffaele Bonanni agli eventi organizzati dalla Cisl in Veneto per festeggiare il sessantesimo della nascita del "sindacato nuovo", come volle definirlo nel 1950, il suo fondatore, Giulio Pastore.
Il luogo scelto è Montebelluna, nel cuore della pedemontana, un'area che ha vissuto in pieno i grandi cambiamenti dell'economia e del lavoro veneto: agricoltura, la prima industria tessile (un marchio per tutti: la Sanremo), poi l'impetuoso dilagare della vocazione manifatturiera che la porta a diventare distretto della calzatura sportiva, terra di lavoro ed impresa locale a vocazione internazionale.
Presso la biblioteca comunale, con inizio alle ore 18 si terrà il convegno La cultura del lavoro: professionalità , idee, ruolo sociale dei nuovi lavoratori , nel quale Roberto Papetti, direttore del Gazzettino, sarà moderatore di un dibattito dove interverranno, oltre a Bonanni e a Franca Porto, Laura Puppato (sindaco della città) e Guido Baglioni (presidente del Cesos).
Alle 21.00, al Palazzotto dello Sport, Marco Paolini, darà vita, in prima assoluta per il Veneto, al suo ultimo spettacolo Bisogna (la pellagra via sms) .
"In Veneto- racconta Franca Porto, segretaria generale della Cisl del Veneto- la Cisl si è conquistata pochi anni dopo la sua fondazione il ruolo di primo sindacato per presenza organizzata ed iscritti, una posizione che ha saputo mantenere fino ad oggi. Nelle sue file sono accorsi i dirigenti della Cgil unitaria che non si rifacevano alla corrente sindacale comunista, esponenti del cattolicesimo impegnato nella vita sociale, operai della nascente industria e chi lavorava in agricoltura, dal salariato al mezzadro e coltivatore diretto (una categoria del lavoro autonomo ancora presente e rappresentata in seno alla Cisl)".
Questo forte attaccamento al lavoro, in tutte le sue forme storiche, come ai lavoratori, ha permesso alla Cisl di svolgere un ruolo trainante nel movimento sindacale veneto in tutte le sue fasi del dopoguerra: dalla diffusione della contrattazione in tutti i settori del lavoro alla bilateralità, dalla concertazione locale alla mutualità.
"Sono poche le famiglie dei lavoratori veneti dove non c'è almeno un iscritto al nostro sindacato- sottolinea la Porto - comprese quelle dei immigrati. Segno della vitalità di un sindacato che è mai stato ritroso nell'affrontare il nuovo, un modo di essere senza il quale, in questa regione, si finisce presto tra le memorie".

Venezia- Mestre 12 aprile 2010