Sanità veneta: la salute dei cittadini torni centrale
Al neo assessore alla Sanità va la nostra apertura di credito e insieme a questa la riconferma che riteniamo nostro dovere, come anche nostro diritto, collaborare al miglioramento del sistema sanitario regionale. Abbiamo la responsabilità di rappresentare due parti, non ultime, tra quelle interessate da questo sistema: coloro che vi operano quotidianamente e molti di coloro che lo utilizzano, a partire dai pensionati.
La Sanità veneta è un grande sistema organizzato che assorbe l'80% delle entrate della Regione e rappresenta uno dei suoi fiori all'occhiello.
Opera però sulla base di piani strategici che sono datati (l'ultimo è del 1996 !) e superati dai cambiamenti sociali e dai bisogni di salute che si sono affacciati in questo periodo.
Indipendentemente dal bilancio, più o meno in deficit, i problemi da affrontare e risolvere non sono pochi: dalle liste di attesa alla carenza di risorse per ammodernare e rendere più efficienti i servizi sanitari.
Come ogni grande macchina organizzata anche la sanità veneta ha bisogno quindi di una revisione generale che la metta in grado di assolvere bene ai suoi compiti nei prossimi anni. La sfida del nuovo governo regionale è dunque quella di far compiere un salto di qualità al buongoverno del sistema sanitario veneto, dando risalto alla sua principale, se non unica, finalità: la cura della salute dei cittadini.
Noi indichiamo, anzi ,confermiamo e ribadiamo, i principi a cui questa decisa azione di buongoverno deve ispirarsi: il sistema sanitario deve restare eminentemente pubblico, l'equilibrio dei costi ma anche il reperimento di nuove risorse vanno ottenuti tagliando sprechi e doppioni, il suo potenziamento va ottenuto usando meglio le risorse disponibili e valorizzando le professionalità.
Detto ciò non siamo illuministi tout court: sappiamo che per cambiare le cose sul serio ci vogliono, oltre che alle idee giuste e la coerenza nell'azione, anche molta pazienza e, ancor più, perseveranza. Sappiamo bene che la rete sanitaria pubblica è punto di riferimento di moltissimi interessi, sociali, collettivi ma anche corporativi.
Sappiamo che, ad esempio, i posti fisici dove si pratica la sanità sono considerati come baluardi intoccabili, anche se poco funzionanti e funzionali. Così al posto di portare rapidamente a maggiore razionalità la rete ospedaliera territoriale, si preferisce abbandonare alcuni suoi pezzi ad una lenta agonia nella speranza che il tempo risolva le cose. Pensiamo alle liste di attesa, assolutamente inconcepibili per alcuni servizi. Tanto più lunghe sono nelle struttura pubblica tanto più brevi lo sono in quella privata vicina.
Siamo convinti che riformare il sistema sanitario pubblico veneto non sia una passeggiata e che, al di la delle buone intenzioni e delle volontà di chi la amministra, sia necessario un qualcosa di più che dia maggiore forza alle scelte innovative: a questo serve la nostra disponibilità, a questo serve il coinvolgimento fattivo delle Parti Sociali.
Si apra dunque un tavolo di concertazione che progressivamente sappia trovare proposte e soluzioni convergenti e vincolanti per tutti i soggetti interessati e che poi il governo regionale metterà in pratica. Non ci fa scandalo il commissario, ci sembra più un atto formale dovuto che la conseguenza di un significativo passivo di bilancio, ma è la conferma che ciò che serve non è riscaldare il brodo.
Noi della Cisl siamo pronti a fare la nostra parte.
Franca Porto, segretaria Cisl Veneto