Avvenimenti e iniziative · Giornata internazionale della donna 2010

5 marzo 2010

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Donne e diritti. Tina Merlin, una lezione di coraggio di grande attualità

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E’ stata Patrizia Zanco a aprire l’incontro organizzato dal Coordinamento Donne Cisl del Veneto a Mestre su Il femminile come opportunità nella crisi in occasione della giornata internazionale della donna. L’attrice vicentina ha raccontato alcuni momenti della vita di Tina Merlin, tratti dal suo spettacolo teatrale A PERDIFIATO, ritratto in piedi di Tina Merlin, interpretando sia la giovane giornalista dell’Unità che alcuni personaggi incontrati nella sua vita. Una storia di lotta contro le discriminazioni subite come donna e poi come giornalista di un giornale di opposizione, specie nella sua straordinaria battaglia condotta con la penna contro il progetto di costruzione, da parte della Save, della diga sul Vajont. E poi il dramma dei giorni successivi al disastro passati tra i paesi spariti sotto il fango con la loro gente.

La storia di una donna che lotta per la sua emancipazione vissuta come impegno civile anche per i diritti degli altri, dei più deboli.

Laura Moro, responsabile del Coordinamento Donne, ha illustrato con dovizia di dati l’aspetto femminile della crisi, i suoi effetti sull’occupazione delle donne e ha sottolineato come il loro lavoro sia fondamentale per ridurre il rischio di povertà nelle famiglie, viceversa l’abbandono del lavoro (come capita spesso quando hanno figli) immiserisce tutta la famiglia.

Nella discussione, svoltasi fuori da ogni retorica, sono intervenute Raffaella Caprioglio, vicepresidente di Umana (Agenzia di lavoro) e Cinzia Morgani, giornalista. Per la Caprioglio la vicenda di Tina Merlin ha ancora oggi un pieno significato “leggiamo tanti articoli che riguardano il mondo delle donne e le discriminazioni che sono costrette a subire. Ma se vogliamo che le cose cambino dobbiamo cominciare a indignarci, non possiamo considerare come normali molte cose che succedono nel nostro Paese.

Cinzia Morgani cita un sondaggio della Camera di Commercio di Milano che registra come per 77 uomini su 100 il fatto che una donna che lavora vada in maternità sia un problema. “Bisogna cambiare la logica di questo modo di pensare- ha sottolineato la giornalista- e passare ad un’altra visione, quella per cui la donna è parte della soluzione e non il problema”.

Nella discussione è intervenuta anche Franca Porto “se una persona non è capace di indignarsi vuol dire che le si è atrofizzato qualcosa. Il problema è: in cosa si trasforma l’indignazione? La carenza di capacità di indignazione fa pari con un eccesso di intolleranza”. Sul tema dell’occupazione la Porto ha ricordato come nel Veneto il lavoro delle donne negli ultimi 15 anni sia triplicato, un processo che va incentivato ed aiutato, in questa fase di crisi a mantenersi ai livelli raggiunti, e poi a crescere ancora. Sulla questione del differenziale retributivo, che la Moro aveva rappresentato, con il supporto di dati statistici come ancora elevato a sfavore delle donne, e sulla quale la Morgani si è chiesta quale opportunità potesse offrire la contrattazione di secondo livello, la segretaria della Cisl si è soffermata a lungo evidenziando anche che tra le lavoratrici manca la cultura di contrattarsi individualmente il superminimo, anche nei lavori professionalmente più alti, che invece è molto più in uso tra i lavoratori maschi. La Porto ha concluso la discussione sottolineando il ruolo del rappresentante sindacale, quello di fare qualcosa per gli altri, di dare risposte positive e costruttive alla indignazione.